Grande Torino a Cinque stelle
16:56 Giovedì 04 Settembre 2014 1I grillini sono i primi ad aver chiuso la lista per le elezioni del Consiglio metropolitano del 12 ottobre. Assenti i due consiglieri della Sala Rossa Appendino e Bertola. Il correntone degli "staffisti" guidato da Bono punta sul chivassese Marocco
Chi si estranea dalla lotta... Nonostante la dichiarata avversità alle province e alla famigerata legge Delrio che istituisce le Città metropolitane, il Movimento 5 stelle ha deciso di partecipare alle elezioni di secondo livello che si terranno il 12 ottobre per eleggere il Consiglio della Grande Torino. Mentre Pd, Forza Italia e Lega Nord ancora discutono su come presentarsi alle prossime elezioni di secondo livello della Città metropolitana di Torino – un unico listone istituzionale, ognuno per sé, astensione come prospettato dalla leghista Gianna Gancia – i grillini hanno già redatto la lista sulla quale raccoglierà le circa 200 firme necessarie per accedere alla competizione.
Non compaiono né Vittorio Bertola né Chiara Appendino: i due consiglieri di Torino hanno preferito rimanere fuori dalla mischia, in compenso c’è il candidato ufficiale di Davide Bono, il chivassese Marco Marocco, favorito numero uno per il successo finale, proprio grazie al voto organizzato del correntone degli “staffisti”. Gli altri candidati sono Dimitri De Vita (Rosta), Sergio Grosso (Carmagnola), Mario Perino (Pianezza), Davide Bugli (Torrazza Piemonte), Cinzia Tortola (Borgaro), Andrea Favilli (Settimo Torinese), Elisa Pirro (Orbassano), Cristian Corrado (Gassino Torinese), Anna Merlin (Cumiana) e Silvia Cossu (Leini). Nel volantino che sta circolando all’interno del M5s viene specificato che il movimento “si è sempre opposto a tutte le istituzioni intermedie tra comuni e regioni”, ma visto che attraverso un voto on line gli attivisti hanno scelto la partecipazione dei loro eletti alla competizione, gli amministratori si sono rimboccati le maniche e hanno redatto una lista. Tra gli scopi che si prefiggono i grillini metropolitani quello di “aprire l’istituzione ai cittadini” e soprattutto “in fase di elaborazione dello Statuto, attivarsi affinché il consiglio e il sindaco metropolitani vengano eletti direttamente dai cittadini” con l’introduzione di “meccanismi di democrazia diretta e partecipativa”. L’unica incognita resta la raccolta firme, un aspetto tutt’altro che scontato di questa fase in cui un movimento non organizzato come quello di Beppe Grillo dovrà cercare decine di sottoscrizioni in tutta la provincia, cercando di coinvolgere anche amministratori di liste civiche affini al M5s, anche se non organici. I soli adepti potrebbero non bastare.


