LOTTA DURA

I No Tav ora si attaccano al trenino

Dimostrazione patetica promossa da Rifondazione Comunista al cantiere di Chiomonte. Al seguito di una sconosciuta deputata europea quattro militanti si ammanettano ai vagoni di trasporto dei materiali. Tra loro Dosio, "l'accompagnatrice" di Vattimo

E LE MASSE? la delegazione a Chiomonte

In mancanza del treno ad alta velocità i No Tav si attaccano al trenino, quello che serve per trasportare il materiale di scavo della galleria. Quattro attivisti si sono ammanettati ai vagoni all’ingresso del cantiere di Chiomonte, rapidamente “liberati” dalle forze dell’ordine. Tra quanti hanno preso parte all’iniziativa, promossa da Rifondazione Comunista, c’era pure Nicoletta Dosio, la “pasionaria” della Valsusa che di professione fa l’accompagnatrice: una volta dell’ex eurodeputato Gianni Vattimo oggi della parlamentare Eleonora Forenza della Lista L’Altra Europa con Tsipras. Con loro Ezio Locatelli, segretario provinciale di Prc, il presidente di Pro Natura Piemonte Mario Cavargna e da Marisa Mejer, esponente del comitato locale. Una pattuglia di pantere grigie (almeno per le loro capigliature, fatto salva la tintura rosso fuoco) della protesta.

 

“Un gesto simbolico contro un’opera devastante per il territorio che si vuole fare contro la volontà della gente”, hanno spiegato al termine del sit-in. “Era la prima volta che accedevamo al cantiere – ha spiegato Locatelli – e abbiamo potuto toccare con mano e vedere direttamente in corso d’opera quanto l’impatto sia devastante. È in atto uno scempio incredibile e un enorme spreco di denaro pubblico e la devastazione sarà ancora maggiore quando si passerà da queste opere preparatorie alla linea vera e propria: uscendo dal cantiere mi pareva di essere tornato da Marte. La Tav va assolutamente fermata”. Come siano riusciti a maturare in così poco tempo, dopo il tradizionale brief che Ltf, Lyon Turin Ferroviaire, responsabile degli studi e delle opere preliminari della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, riserva a ogni visita è un mistero.

 

Un atto premeditato, come hanno spiegato tecnici e forze dell’ordine “che ha portato al fermo dei lavori per oltre un’ora arrecando un danno economico significativo”. Al punto che Ltf sta valutando le azioni legali da intraprendere. “Per la prima volta nella storia della Torino-Lione abbiamo assistito ad una dimostrazione che ci lascia senza parole – ha dichiarato Maurizio Bufalini, direttore generale della società -. Nel corso degli anni, in Francia e in Italia, migliaia di rappresentanti delle istituzioni, di ogni schieramento politico, con posizioni favorevoli o contrarie, del mondo economico-industriale, delle associazioni di categoria e cittadini hanno visitato i cantieri tenendo sempre un comportamento civile e rispettoso nei confronti di chi ci lavora. Oggi abbiamo aperto le porte del cantiere all’on. Forenza ed i suoi accompagnatori, per i quali l’onorevole aveva garantito, rispetto alle perplessità che la società aveva esternato nei giorni scorsi. I nostri ospiti, come da prassi, dopo il brief sulla sicurezza, hanno firmato il documento con l’accettazione delle regole del cantiere. L’episodio di oggi ci rammarica, proprio chi invoca il rispetto delle regole, tiene comportamenti non consoni al vivere civile”. “Questo gesto – commenta il senatore Pd Stefano Esposito - dimostra quanto siano senza prospettiva questi soggetti che usano un treno per cercare di dare una motivazione alla loro esistenza politica. Altro che comunisti, Locatelli e soci sono solo dei naufraghi del terzo millennio”.