CAMPANILE SERA

Novara nel mirino della Corte dei Conti

Pesanti rilievi al bilancio 2014 e alla gestione finanziaria del Comune guidato da Ballarè: anomalie di cassa, irregolarità nelle procedure e nei rapporti con le Partecipate. I magistrati impongono di sanare la situazione entro 60 giorni e trasmettono gli atti alla Procura

Una grave situazione di cassa, altrettanto gravi ritardi nell’esecuzione di opere pubbliche con slittamento nei tempi di alcuni anni, pagamenti a società partecipate senza alcun impegno preventivo e senza attivare la procedura di riconoscimento del debito. Sono solo alcuni dei rilievi che la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Piemonte, muove all’amministrazione comunale di Novara. Una mazzata per il sindaco Andrea Ballarè (Pd) che già da alcuni mesi è sotto attacco dalle opposizioni su vari fronti e sembra aver perso anche parte di quel consenso iniziale all’interno della stessa sua maggioranza. Adesso deve vedersela anche con l’ultimatum imposto dalla magistratura contabile che gli ha concesso sessanta giorni per assumere e comunicare alla stessa Corte quei provvedimenti “idonei a rimuovere le irregolarità rilevate e a ripristinare gli equilibri di bilancio, ai fini della relativa verifica”. I magistrati contabili avvertono che “qualora l’ente non provveda alla trasmissione dei suddetti provvedimenti o la verifica di questa Sezione di esito negativo, è preclusa l’attuazione dei  programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria”.

 

Insomma, un gran brutto guaio sotto la cupola di San Gaudenzio e sulla testa del sindaco. Che nella lunga lettera inviatagli dalla Corte dei Conti gli è toccato pure leggere che la stessa ha disposto “la trasmissione della presente deliberazione alla Procura Regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Piemonte della Corte dei Conti per le valutazioni di competenza”, lasciando presagire la possibilità che le grane possano anche non finire qui.

 

La notizia dell’intervento della Corte è stata confermata dal Comune solo ieri, anche se il plico con dentro le numerose pagine scritte dai magistrati sarebbe arrivato a Palazzo Cabrino già lo scorso 25 marzo. Voci non confermate, ma che se rispondessero a verità solleverebbero alcuni dubbi sulle ragioni della tempistica, tenuto conto che nel corso della seduta consiliare per l’approvazione del bilancio di previsione, votata nella notte fra lunedì 30 e martedì 31 marzo, nessuno ha fatto riferimento alla delibera della Corte. Forse perché (qualcuno) non ne era a conoscenza, forse perché (qualcun altro) non ha ritenuto opportuno tirare fuori questa rogna, pur essendone informato.

 

LA CASSA - La sezione regionale di controllo sui conti pubblici, presieduta da Mario Pischedda, è partita da un’analisi della situazione di cassa del Comune nel 2012, rilevando l’anomalia dell’eccessivo ricorso alle anticipazioni di tesoreria che è stata utilizzata per ben 362 giorni nel corso dell’anno, ridotti poi a 352 nel 2013. Denaro che sarebbe servito non solo alle spese per il funzionamento del Comune, ma anche a finanziare la Sin Spa, ovvero l’ex partecipata per la gestione delle acque pubbliche, poi confluita Acqua Novara Vco, per un milione e 700 mila euro, denaro che potrà essere restituito solo nel 2025 e che porta la Corte a muovere la contestazione sulla inesigibilità del credito.

 

SPORTING - Altro nodo che rispunta è quello dello Sporting, la struttura sportiva oggetto di un lodo arbitrale con un gestore e che ha portato il Comune a dover pagare 14 milioni di euro. In merito la Corte rileva come “il massiccio ricorso all’indebitamento per far fronte al pagamento delle somme dovute allo Sporting Village, impegnerà significative risorse per un lungo periodo e limiterà la capacità di investimento dell’ente, condizionandone lo sviluppo e la crescita futura”.

 

PARTECIPATE - C’è poi il capitolo partecipate: tra i punti rilevati dai magistrati uno di essi riguarda il credito vantato da Sun, la partecipata del trasporti pubblico locale. Si tratta di una cifra modesta, 169 mila euro, ma a fronte della quale non ci sarebbe la necessaria delibera del Comune. “Dai chiarimenti forniti – si legge nelle osservazione della Corte dei Conti - non è stato possibile accertare le ragioni per le quali è stato effettuato il pagamento né risulta chiaro l’accordo che avrebbe stipulato l’ente locale con la sua partecipata”. Un fatto che viene ritenuto “non conforme alla legge” e pertanto segnalato alla Procura regionale presso la Corte “per la verifica di un eventuale danno erariale”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    12:23 Giovedì 02 Aprile 2015 daniele galli Novara e le grandi irripetibili occasioni perse

    immaginarsi una città ad una distanza ideale da Milano, dal porto di Genova e da un grane aeroporto, posta all'incrocio dei principali assi di comunicazione autostradale e ferroviari, che non assurga a centro pulsante di attività economica e che conseguentemente il comune non sia ricco della propria raccolta fiscale, diventerebbe un assurdo esercizio concettuale. Accertato che Ballaré ha le sue gravi responsabilità , occorre precisare che è l' ultimo arrivato di una serie di Amm. locali, provinciali e anche regionali, che sono stati totalmente ultronei ai concetti di governance del territorio ascrivibili a degli avveduti buoni pianificatori della res publica.In sintesi: in arrivo nuove tasse locali.

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