TRAVAGLI DEMOCRATICI

Dirigente Pd ma non iscritto al partito

È il curioso caso di Merlo, parlamentare per quattro legislature, appena nominato dal Nazareno responsabile Editoria e New Media. Piccolo particolare: il suo circolo non gli ha rinnovato la tessera dopo la fuitina elettorale con i Moderati

Nel vecchio Pci per censurare qualche esponente troppo ambizioso si diceva che s’era iscritto direttamente alla direzione nazionale. Ecco, con le debite proporzioni è quello che si potrebbe dire di Giorgio Merlo, parlamentare per quattro legislature, prima della Margherita e poi del Pd, appena designato dalle alte sfere del Nazareno responsabile nazionale del settore Editoria e New Media. Piccolo inconveniente: Giorgio Merlo non risulta iscritto al Partito democratico. Anzi, sarebbe addirittura impedita la sua iscrizione. Dunque è un dirigente di un’organizzazione di cui non fa parte. Un evento al confine con l’assurdo che dà la misura del caos che regna in casa democratica. Qualcuno attribuisce alla leggerezza del gruppo dirigente nazionale una scelta certo inopportuna, chi segnala il corto circuito e arriva a definirlo un fatto “gravissimo” perché offre l’immagine di un Pd in cui ci si iscrive o meno a seconda delle convenienze personali, magari in cambio di un incarico.

 

La situazione è più complessa. Nel 2012 Merlo si era tesserato nel circolo di Torre Pellice, nel 2013 nella sezione di Pinerolo Città, l’anno scorso, però, l’ex allievo di Carlo Donat-Cattin , a lungo amico e ghostwriter di Franco Marini, non rinnovò la tessera per correre alle elezioni Regionali con i Moderati. La fuitina elettorale non andò bene e così a novembre Merlo torna a bussare alla porta del Pd e a chiedere la tessera democratica nel circolo di Pinerolo. Iscrizione negata dal segretario Luca Barbero, come raccontammo noi dello Spiffero. Oltre a una questione di opportunità politica - «Non possiamo dare il segnale che in questo partito si entra ed esce a piacimento» spiegò Barbero – c’è un problema legato allo Statuto che prevede la cancellazione per due anni dall’anagrafe degli iscritti a chi si è candidatoi in liste alternative al Pd, per quanto alleate. A quanto risulta allo Spiffero la nomina sarebbe stata voluta dal vicesegretario Lorenzo Guerini, col quale negli ultimi tempi Merlo ha costruito ottimi legami, come testimonia la prefazione scritta per il suo ultimo libro, Renzi e la classe dirigente. Ma a Torino, ora, c’è chi è deciso a farla saltare. O almeno ci prova.