Migranti, Piemonte contro l’asse del Nord
16:15 Domenica 07 Giugno 2015 4Maroni, Toti e Zaia scelgono la linea dura e si oppongono a nuovi arrivi nelle rispettive regioni. Il governatore lombardo pronto a tagliare i finanziamenti ai Comuni "disobbedienti". Dura replica di Chiamparino: "Posizione strumentale", ma è isolato
Riduzione dei trasferimenti regionali ai sindaci lombardi che dovessero accogliere nuovi migranti: questa l'intenzione del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, interpellato sui nuovi sbarchi, a margine di un evento alla Scala di Milano. “È un fatto gravissimo - ha risposto il governatore lombardo ai cronisti - io domani scrivo una lettera ai prefetti lombardi diffidandoli dal portare in Lombardia nuovi clandestini...”. Sulla stessa posizione intransigente si collocano i colleghi di Veneto e Liguria, di fatto isolando il Piemonte che, dopo l’ultima tornata elettorale, è l’unica Regione del Nord rimasta al centrosinistra. E così, a stretto giro, arriva la replica di Sergio Chiamparino: “Mi sembra evidente la strumentalità politica di Maroni sull’immigrazione e forse bisognerebbe avvertirlo che la campagna elettorale è finita” dichiara l’inquilino di piazza Castello, ancora per qualche giorno nella veste di presidente della Conferenza delle Regioni. Una rottura che lascia presagire le difficoltà di una gestione comune della questione (e un’ipoteca negativa sul mandato di Chiamparino al vertice dell’organismo).
“Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza. Nei prossimi giorni - spiega Maroni - voglio incontrare Toti e Zaia per fare fronte comune e assumere iniziative comuni, come diffidare i prefetti e dire ai sindaci delle nostre regioni che se accolgono in clandestini e violano le norme non avranno più i contributi regionali”. Proposte “chiaramente illegittime”, le definisce Chiamparino, “e in ogni caso se lui procedesse su questa linea sarebbe più che giusto che il Governo togliesse alla Lombardia, al Veneto e alle altre Regioni che condividano queste posizioni i finanziamenti che Maroni vuole togliere ai Comuni che ospitano i profughi”. Chiamparino ricorda che “posizione della Conferenza delle Regioni è diversa. Abbiamo dato la disponibilità per togliere il peso della gestione degli arrivi alle regioni rivierasche, ponendo però come condizioni urgenti l'individuazione di hub per la ricezione e lo smistamento dei rifugiati, l'accelerazione dei lavori delle commissioni che individuano il diritto alla protezione da parte dei profughi e il potenziamento del sistema Sprar dei Comuni che li accolgano”. A dargli man forte scende in campo anche Piero Fassino, l’altro “torinese” a capo di un organismo nazionale, l’Anci: “Non è nei poteri di un presidente di regione decidere quale politica di accoglienza di profughi persegue il nostro paese. Tanto meno è accettabile che si minaccino in modo ritorsivo, e illegalmente, riduzioni di risorse ai comuni che ospitano profughi”.
Il neo governatore ligure Giovanni Toti sposa però la linea del collega lombardo: “L’ho già detto: non accoglieremo altri migranti come faranno Lombardia, Veneto e Val d’Aosta. L’intervento di Maroni legittimo”. Quello dei migranti “è un problema che dovrebbe essere risolto a monte e invece viene scaricato a valle”. Piena sintonia anche da parte di Luca Zaia che intervistato dal Corriere della Sera avverte: “il Veneto è una bomba che sta per scoppiare”. Se si deve trovare un tetto ai migranti? “Fino a quando è possibile farlo. In Veneto abbiamo 514mila immigrati regolari, pari a quasi l’undici per cento della popolazione. Di questi, 42mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e
Lombardia siamo i più accoglienti. Basta”. Già durante l’emergenza della primavera del 2011 il governatore veneto fu l’unico che si rifiutò. “E non ho cambiato idea. Infatti in Veneto la gestione venne affidata ai prefetti. Lo scorso 14 luglio alla conferenza delle Regioni abbiamo anche messo nero su bianco il nostro dissenso”. E a Chiamparino ricorda: “Eravamo uno contro tutti. Per non bloccare l’intero provvedimento - spiega Zaia -, obtorto collo abbiamo fatto un patto tra gentiluomini. Ma vedo che il governo e Alfano continuano nella loro azione violenta nei nostri confronti”.


