LA SFIDA

A Venaria il M5s pronto al colpaccio

Sotto la Reggia neppure Chiamparino riesce a scaldare i cuori per il candidato Pd Ippolito, in strada poche persone disinteressate. Con Falcone il sindaco grillino di Livorno Nogarin. Ultime ore prima del responso delle urne. Partita apertissima

Non fosse stato per un fuoriprogramma che ha coinvolto, suo malgrado, Sergio Chiamparino in pochi si sarebbero accorti che ieri sera tutto lo stato maggiore del Pd (e non solo) era a Venaria per sostenere la candidatura a sindaco di Salvino Ippolito in vista del ballottaggio di domenica. Il presidente del Piemonte stava passeggiando per le vie del centro quando si è imbattuto in una gara ciclistica di beneficienza: gli organizzatori lo invitano a conoscere i volontari, quando un candidato di una lista uscita al primo turno dice chiaramente: “Noi Chiamparino non lo vogliamo”. Un gesto scortese ma che rende l’idea del clima che si vive in una città in cui il Pd ha fatto saltare in pochi anni due sindaci di centrosinistra, Nicola Pollari e Giuseppe Catania, e in cui persino i Fratelli d’Italia di Pino Capogna hanno annunciato il sostegno allo sfidante del Movimento 5 stelle pur di non rivedere le stesse facce a Palazzo Civico.

 

Attesa nella centralissima via Mensa anche il ministro Pinotti, che però alla fine ha dato forfait. Ad accogliere Chiamparino un po’di candidati di varie liste del centrosinistra, tanti amministratori e dirigenti democratici venuti da fuori (come i consiglieri regionali Mario Giaccone e Alfredo Monaco, i deputati Andrea Giorgis e Paola Bragantini, l'assessora Gianna Pentenero) e una manciata di cittadini “semplici”. In serata la parata conclusiva di interventi, alcuni efficaci altri meno, dei maggiorenti: i parlamentari Anna Rossomando, Stefano Esposito, Umberto D'Ottavio, il moderato Mimmo Portas, l'assessora alla Cultura Antonella Parigi, il socialista Enrico Buemi. Così si sono conclusi i tempi supplementari di una partita che si risolverà all’ultimo voto, con il candidato grillino Roberto Falcone in rimonta e i democrats terrorizzati all’idea che Venaria si trasformi nella loro Caporetto.

 

Mentre i democratici brindavano i pentastellati si sono ritrovati all’Iqbal, centro incontro del Comune intitolato al ragazzo pakistano simbolo della lotta contro il lavoro infantile. Con il gruppo M5s venariese c’era Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, uno dei pochi primi cittadini a cinque stelle che amministrano comuni capoluogo di provincia, assieme a Federico Pizzarotti, a Parma.

 

Da settimane si accavallano calcoli e previsioni, la vittoria dell’uno o dell’altro candidato dipenderà anche dall’affluenza. Domenica dà pioggia, niente week end al mare: forse si recherà alle urne qualche venariese in più. Al primo turno l’affluenza è stata decisamente bassa, ferma al 54,85% degli aventi diritto. Ippolito ha conquistato 5733 voti pari al 38,6% delle preferenze, Falcone si è fermato a 2577, 17,33%. Oltre venti punti percentuali di distacco che potrebbero essere colmati da quel pezzo di elettorato che al primo turno ha scelto una proposta civica d’ispirazione riformatrice, rappresentata dai candidati sindaco Fosca Gennari e Saverio Mercadante: entrambi hanno già annunciato il loro sostegno ai Cinque stelle e portano in eredità complessivamente quasi tremila voti, proprio quelli di cui ha bisogno Falcone per ribaltare il responso di due settimane fa. Anche il Fratello d’Italia Capogna ha scelto il M5s e anche lui ha una dote consistente di 1677 (11,3%) voti. Basta questo a far capire quanto la partita sia aperta.

 

Il Pd conta sulla sua capacità di mobilitare il voto organizzato, truppe pronte a dare il proprio apporto, i grillini battono strada per strada, vicolo per vicolo per convincere fino all’ultimo indeciso. Non saranno gli endorsement (o meglio, non solo) a fare la differenza, ma la capacità di Falcone di convincere chi non l’ha mai visto finora sulla scena pubblica. E non è detto che questo aspetto non si riveli un vantaggio per chi da anni ha a che fare sempre con gli stessi personaggi. Il solo Ippolito è già stato consigliere comunale, vicesindaco, consigliere provinciale, ora candidato alla carica di primo cittadino. 

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