DAI PALAZZI

Davico questo mese è moderato

Nuovo cambio di casacca per il funambolico parlamentare braidese ex Lega. Dopo aver annunciato l’adesione all’Idv e flirtato con i “responsabili” di Verdini approda alla corte di Portas che annuncia tronfio la costituzione del gruppo al Senato

Certo chiamarlo gruppo suona un po’ fuorviante giacché è formato da un singolo componente, quel Michelino Davico che di casacche, tra ufficiali e no, ne ha già indossate parecchie e dismesse con altrettanta rapidità. A noi non resta che darne notizia. I Moderati, la formazione "civica" fondata e guidata da Giacomo Portas sbarca a Palazzo Madama. E, per quanto la cosa possa sembrare un filino eccessiva, raddoppia la propria consistenza parlamentare: al deputato (lo stesso Portas) si aggiunge ora un senatore. Appunto, grazie alla scelta di campo del funambolico Davico, politico errabondo, approdato a Palazzo Madama sotto le insegne della Lega Nord e, dopo aver dato la fiducia a Enrico Letta, successivamente messosi in proprio in una lunga trafila di passaggi. Approdato al Gal (Grandi autonomie e libertà) ed aver a lungo (si fa per dire, un mesetto) tubato con Ncd, nel giorno del pesce d’aprile aveva resuscitato l’ormai defunto gabbiano di Italia dei Valori, imbarcando pure un paio di esuli grillini, salvo poi nei giorni scorsi flirtare con Denis Verdini. Infine eccolo salire sullo zatterone di Portas. Approdo definitivo, dopo tanto girovagare? Chissà, noi non ci scommetteremmo un tallero. La notizia, destinata a sconvolgere il panorama politico regionale e non solo, arriva da un comunicato congiunto in cui i due fanno sapere che “altri senatori hanno manifestato interesse ad aderire al gruppo”, forse gli stessi che avevano già manifestato interesse a seguire Davico in Idv e poi nel rassemblement verdiniano.

 

Originario di Bra, Davico ha insegnato nelle scuole professionali salesiane prima di intraprendere una fulminante carriera politica che lo ha portato dal 2006 nelle aule parlamentari e promosso nell’ultimo esecutivo di Silvio Berlusconi sottosegretario agli Interni, quando al Viminale sedeva Roberto Maroni. Classe 1961, un’unica travolgente passione per la bicicletta, Davico assunse un ruolo crescente nella Lega per aver messo in mostra le sue capacità organizzative nel promuovere il Giro della Padania, facendolo diventare per un paio di stagioni uno degli appuntamenti del Carroccio targato Bossi, soprattutto Trota, assurto a mascotte della manifestazione. Un evento sul quale la magistratura ha recentemente acceso un faro, in merito ad alcune sponsorizzazioni che, si sospetta, potrebbero essere collegate con la realizzazione del grattacielo della Regione Piemonte.