Solo il Governo può salvare il Piemonte
12:44 Mercoledì 21 Ottobre 2015 2Il vicepresidente della Regione Reschigna torna sulla drammatica situazione dei conti dell'ente, a un passo dal default. Un intervento dell'esecutivo ridurrebbe il disavanzo da 5,8 a 1,6 miliardi. Chiamparino: "Sarà dura, ma non toccheremo la Sanità"
“Solo un intervento governativo è in grado di salvare il Piemonte”. È il succo di quanto affermato questa mattina in aula dal vicepresidente della Regione Aldo Reschigna, prima dell’inizio della seduta. Il provvedimento annunciato dall’esecutivo “ci metterebbe nella condizione di gestire la situazione dopo il giudizio di parifica della Corte dei Conti”. Si tratta dei 5,8 miliardi accertati dai giudici contabili nell'udienza del 20 ottobre riguardante la parifica del bilancio 2014 in gran parte derivanti dal complesso delle anticipazioni previste dal decreto legge 35 del 2013, quello varato per pagare i debiti dei fornitori delle pubbliche amministrazioni. “L’eventuale provvedimento governativo (secondo una bozza concordata con la Conferenza delle Regioni) risolverebbe la situazione concernente gli oltre 3 miliardi erogati per il 2013 e il 2014. Considerando, oltre a questo, i 969 milioni di euro di fondi perenti già pagati nel 2015 e ulteriori voci, l’impegno per i prossimi anni della Regione scenderebbe attorno a 1,6 miliardi, con un costo che dovrebbe assestarsi sui 230 milioni annui”.
Il responsabile dei conti di piazza Castello si è inoltre soffermato sull’interpretazione del cosiddetto “Sblocca crediti”, contestata dalla Corte dei Conti: “La Regione ha pedissequamente applicato l’articolo 3. Abbiamo e stiamo solo chiedendo al Governo di poter lavorare in una situazione di certezza per rimettere a posto i conti nei prossimi anni, un compito arduo ma possibile in questi termini. Non abbiamo chiesto nessuna elargizione al governo ma solo di risolvere la condizione di incertezza. Tutte le risorse ottenute sia nel passato che nel presente sono solo state utilizzate esclusivamente per il risanamento dei conti”.
“Si apre una stagione difficile, gli scenari non sono radiosi perché i soldi andranno trovati – rincara la dose Sergio Chiamparino -. Questo è meglio saperlo per prepararsi. Voglio però rassicurare tutti i piemontesi su un punto: nulla verrà toccato nella sanità, che si alimenta di un proprio fondo nazionale e i cui risparmi vengono reinvestiti nello stesso settore”. Il governatore ha confermato di avere sentito il viceministro dell’Economia Enrico Morando con cui “c’è stata una telefonata. Non chiediamo soldi né spalmature. Il decreto che attendiamo precisa norme di contabilità, ponendo rimedio alle ambiguità del decreto 35 sul pagamento dei fornitori. Le norme dovrebbero consentire un
alleggerimento del disavanzo tra 4 e 4,2 miliardi. Dopodiché – ha rimarcato – resterà un disavanzo di 1,6 miliardi da assorbire in sette anni. E’ questo – ha concluso – si traduce in 238 milioni in più all’anno da trovare”.
Il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, Gilberto Pichetto, ultimo assessore al Bilancio prima dell’approdo del Centrosinistra, è intervenuto per sottolineare la complessità della situazione, nella quale “tutte le Regioni hanno usato gli stessi criteri. Siamo stati e saremo a fianco dell’esecutivo regionale per chiedere al Governo il provvedimento promesso”. Critico il capogruppo del Movimento 5 stelle Davide Bono, secondo il quale “l’interpretazione data dalle Regioni del decreto 35 è forse un po’ più larga del dovuto. Ci preoccupa che questa manovra possa essere vista a livello europeo come un aggiramento dello sforamento del pareggio di bilancio”.



