MEDIA/MENTE

Maestrina dalla penna rossa
alla scuola di Stampubblica

Secondo i rumors Anna Masera, l'ex portavoce della Boldrini, andrà a dirigere il master di giornalismo che Calabresi vorrebbe trasformare in un centro di formazione per le future leve del gruppo editoriale. C'è chi dice no e polemizza sul bando

Dall’Aula di Montecitorio alle aule di quella che viene già dipinta come la scuola di Stampubblica. Il prossimo approdo per Anna Masera, ex capo ufficio stampa della Presidente della Camera Laura Boldrini  tornata dallo scorso gennaio nella redazione della Stampa sarebbe, infatti, la direzione del Master in giornalismo Giorgio Bocca di Torino. Il condizionale, ovviamente, è d’obbligo. Tanto più che il bando per gli aspiranti direttori si chiuderà solo il prossimo 5 giugno. Eppure i rumors e forse anche qualcosa di più danno ormai per decisa l’investitura della giornalista (professionista dal 1986), che dopo solo un paio d’anni dalla sua discussa nomina a capo della comunicazione della zarina di Montecitorio ha rifatto le valigie ed è tornata in via Lugaro.

Accolta a braccia aperte e con squilli di tromba dall’ancora direttore (prima del passaggio a Repubblica) Mario Calabresi che aveva bell’e pronto uno strapuntino da Public Editor da lei partecipato ai trepidanti lettori con un editoriale dal titolo “da oggi sono la vostra Garante (in maiuscolo, ndr)”, la Masera sembrava essersi riassestata dopo la parentesi boldrinesca. Macché. Evidentemente, penserà qualcuno, quel posto alla Stampa, nel frattempo passata nelle mani di Maurizio Molinari (@maumol direbbe la cultrice del web e blogger per il Guardian quando qui ancora spiegavano a Maurizio Gasparri cosa fosse facebook, poi ha scoperto twitter e si sa com’è andata) starà stretto alla Masera. O forse, come sostiene chi pensa male (con quel che andreottianamente ne consegue) la scelta della giornalista della Busiarda quale direttore del Master sarebbe la mossa vincente, la conclusione del piano ordito per ridipingere la scuola di giornalismo – gestita da Ordine dei Giornalisti e Università – con le tinte di quella indimenticata a Torino (e pure da alcune penne della testata cittadina che vi passarono, insieme a manager e quadri Fiat) di Marentino.

C’è chi vede dietro la scelta della Masera di candidarsi alla direzione il viatico dello stesso Calabresi. Il direttore della corazzata di Largo Fochetti ne aveva del resto ragionato tempo fa con uno degli accademici più influenti, ovvero Peppino Ortoleva, professore di Storia e teoria dei Media dell'Università degli Studi di Torino, direttore scientifico del Master.

A dar retta ai più i giochi sono fatti. Da qualche giorno, specie tra i colleghi, i boatos sulla Masera si sono infittiti. I sospetti, pure. Le incazzature anche. Tant’è che tra quanti hanno presentato la candidatura c’è chi ha concluso di aver solo perso tempo con le scartoffie. Una penna di razza, inviato sui principali fatti di cronaca italiani degli ultimi vent’anni così come sui fronti di guerra, qual è Meo Ponte, fino a pochi mesi fa firma di Repubblica, confessa tra lo sconsolato e l’inviperito: “il mio curriculum, bello o brutto che sia, l’ho presentato venerdì scorso. Scoprendo tra sabato e domenica che probabilmente ho perso solo tempo perché di fatto la scelta sarebbe già stata fatta. Niente da eccepire se non il fatto che se la commissione esaminatrice ha già deciso che senso ha chiedere i curricula? Bastava dire che avendo valutata la fisionomia professionale della collega di cui circola il nome (e che francamente non conosco) era lei la persona giusta per la direzione del master”.

Curricula, certamente, lontani l’uno dall’altro quelli di Ponte e della Masera: il primo non vanta nemmeno un ufficio stampa di un consiglio comunale e ha bazzicato questure, caserme e palazzi di giustizia oltre naturalmente, come si diceva tra vecchi cronisti, i marciapiedi rispetto ai Palazzi; la seconda è una pioniera del web e, ovviamente, porta in dote pure quella nomina che più di una polemica sollevò a Montecitorio quando la Boldrini – si dice – la volle accanto a sé ad ogni costo. E poi ce ne sono altri di profili professionali, tra cui quello di Francesco Antonioli del Sole 24Ore. Il comitato cui spetta vagliarli e del quale tra gli altri fanno parte il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Ezio Ercole (pubblicista) e l’ex giornalista della Stampa Giorgio Levi, incomincerà ad esaminarli dopo il 5 giugno. Solo allora si saprà se i rumors di oggi saranno confermati, se il nome scritto in un foglio, chiuso una busta consegnata a un notaio da Ponte sarà quello che emergerà dalla selezione, se davvero il Master rischierà di diventare una scuola per i futuri giornalisti di Stampubblica. Versione al piombo del sistema Torino. Ops, il piombo è roba da vecchi cronisti. Oggi tira il web. Oh come tira.

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