I Renziani lanciano la Leopoldina

Sabato 13 la kermesse per inaugurare i primi 100 circoli. Intanto le truppe si schierano: Taricco sceglie Bersani, Lepri sulla via della rottamazione. Ma c'è chi ancora attende lumi da Roma

La grande kermesse sarà il 13 ottobre, quando a Torino verranno presentati i primi 100 circoli a sostegno della candidatura di Matteo Renzi. Sarà una convention moderna in cui i coordinatori si presenteranno e illustreranno critiche aspettative nei confronti del sindaco fiorentino. L’appuntamento è in mattinata al civico 18 di corso Moncalieri, dove ha sede il centro di protagonismo giovanile. Lì i renziani piemontesi si incontreranno tutti per la prima volta: in riva al fiume Po “ma non per aspettare i cadaveri” si scherniscono. Dall’inner circle di Renzi hanno assicurato la presenza di un big, forse Giorgio Gori in persona. Ci saranno il consigliere regionale Davide Gariglio e il sindaco di Nichelino Pino Catizone, Diego Castagno e Gigi Brossa di Libertà Eguale, associazione legata ai liberal del senatore Enrico Morando, la consigliera della VIII circoscrizione Paola Parmentola e il parisiano Davide Ricca, l’ex numero uno della Margherita Pino De Michele e il presidente della III Daniele Valle, i consiglieri comunali Domenico Mangone, Guido Alunno e Marco Muzzarelli, il primo escluso dalla lista del Pd a Palazzo Civico Andrea Araldi e con ogni probabilità potrebbe essere l’occasione per vedere anche il consigliere regionale Stefano Lepri, sempre più propenso a garantire il proprio sostegno al sindaco rottamatore.

 

In attesa dell’assemblea nazionale del 6 ottobre, nella quale verranno varati regolamenti per le primarie, gli ultimi indecisi si stanno ormai posizionando. Casa “Letta” pare essere la più in subbuglio, dopo che Gariglio ha abbandonato l’ex sottosegretario del governo Prodi per saltare senza entusiasmo sul camper del sindaco fiorentino. Chi torna, invece, all’ovile è il consigliere regionale cuneese Mino Taricco (foto accanto) che nella riunione milanese dei lettiani, la scorsa settimana, ha garantito il proprio sostegno a Pier Luigi Bersani, così come anche Paolo Filippi, l’inquieto presidente della provincia di Alessandria che ha deciso di partecipare attivamente alle primarie. Filippi, che sul suo stesso, territorio dovrà fronteggiare la resistenza renziana e le insidie non arrivano solo dal partito: infatti sarebbe pronto a dare il proprio sostanzioso contributo Guido Ghisolfi, industriale di spicco della Mossi&Ghisolfi di Tortona, già sponsor di Walter Veltroni, che in tempi non sospetti aveva chiesto la rottamazione del Pd alessandrino. Discorso a parte per Rocchino Muliere, rappresentante della provincia Mangrogna a Palazzo Lascaris: non gli dispiacerebbe sostenere Renzi, ma attende il semaforo verde di Morando, senatore ed economista liberale vicino a Veltroni, che nel week end scorso ha partecipato a una iniziativa sull’agenda Monti al Tempio di Adriano a Roma, assieme ad altri parlamentari democratici vicini all’ex Commissario europeo. La panoramica alessandrina si chiude con la sindaca Rita Rossa, che pur senza entusiasmi si schiererà con il segretario del Pd dopo aver manifestato in un primo tempo una vicinanza nei confronti di Renzi. Il senatore Luigi Bobba (foto a destra) nel vercellese, resta coperto, anche perché non lo convince del tutto l’operazione del sindaco di Firenze. Chi, invece, si schierò fin da subito con Renzi è l’astigiana Angela Motta, la stakanovista delle sagre di paese, uscita parecchio acciaccata da questa prima fase di “Rimborsopoli”, tanto che lo stretto giro renziano si sarebbe un po’ raffreddato negli ultimi tempi, convinto che certi sponsor son più i voti che fanno perdere.

 

Infine i bersaniani della prima ora, tra cui il segretario regionale del partito Gianfranco Morgando che già sta organizzando i suoi, così come il capogruppo a Palazzo Lascaris Aldo Reschigna, in un primo tempo tentato dalle sirene della rottamazione. Tra i più inquieti ci sono i bindiani, convinti che correre da soli in un eventuale primo turno sarebbe certificare un calo dei consensi durissimo. Ne è persuaso lo stesso senatore Mauro Marino che è diventato una “trottola delle trattative”. In pista a organizzare le truppe c’è invece il consigliere comunale Michele Paolino, deciso a voler giocare la partita da protagonista e non da sparring partner. E mentre il vice presidente dell’assemblea piemontese Roberto Placido pare sempre più tentato dal una candidatura romana, i fassiniani di Area Democratica si sono riuniti ieri sera per iniziare a organizzarsi in vista della campagna per le primarie: al cospetto di Ettore Rosato, braccio destro di Dario Franceschini c’erano tra gli altri i parlamentari Anna Rossomando (foto con Altamura) e Giorgio Merlo, l’aspirante parlamentare Andrea Giorgis, il coordinatore della componente Alessandro Altamura e l’ex ministro Cesare Damiano, quest’ultimo, a quanto si racconta, particolarmente indispettito nei confronti di Renzi per l’attacco subito sulle colonne del Messaggero, dove il primo cittadino toscano gli imputò di aver “buttato 9 miliardi per lo scalone”. 

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