VERSO IL VOTO

"Renzi addio, mi candido con Cirio". Alessandria, Italia Viva perde la testa 

L'ex sindaco di Tortona, Bardone, in rotta con Fregolent sbatte la porta ed entra nella civica del governatore. La mano di Costa (Azione) dietro l'operazione. L'ipotesi di un incontro tra Renzi e il presidente del Piemonte con quel che ne potrebbe seguire

Esce da Italia Viva, entra nella lista civica di Alberto Cirio. Un salto della quaglia che era nell’aria da tempo quello dell’ex sindaco di Tortona Gianluca Bardone, nonostante lui continuasse a negare. Ma un salto che fa rumore. Già, perché l’ex primo cittadino fino a pochissime ore fa era il segretario provinciale, per Alessandria, del partito di Matteo Renzi

“Lascio il partito per le incomprensioni e i contrasti che hanno segnato un confronto con i vertici regionali di Italia Viva che si è consumato dopo la scelta di orientarsi verso la sinistra e, ultimamente, a sostegno di Gianna Pentenero senza prendere in considerazione una figura moderata come quella di Cirio”, spiega Bardone il cui posto nella lista civica dell’attuale governatore era, ovviamente, legato alla sua uscita da Italia Viva, ancorché visto il suo ruolo di vertice provinciale.

Che il rapporto tra Bardone e Silvia Fregolent fosse ormai a dir poco deteriorato era noto da settimane, così come l’intenzione dell’ex sindaco di trovare posto nella formazione civica per tentare l’avventura regionale. Non a caso dei tre posti in lista, il quarto è rimasto disponibile fino ad oggi e questo a conferma come si attendesse soltanto l’ineludibile passaggio che Bardone ha fatto soltanto oggi comunicando le sue dimissioni. 

Nelle stesse ore sul Lago Maggiore proprio i vertici piemontesi di Italia Viva passavano, testualmente “una bellissima giornata a Verbania con la partecipata assemblea regionale sui temi dell'acqua e della montagna, delle opportunità di sviluppo sostenibile del territorio e di rilancio della green economy”.

Non dev’essere stato un fulmine a ciel sereno, la comunicazione dell’ex sindaco di Tortona, ma neppure un raggio i sole nella bucolica giornata renziana, descritta da Fregolent.  

“Parlare di temi e contenuti è il modo di fare politica che abbiamo noi di Italia Viva, l'unico”, spiegava la parlamentare torinese eletta in Emilia-Romagna, insieme al senatore ossolano Enrico Borghi, per lanciare un chiaro messaggio al centrodestra, dando pure un colpo al Pd sulle recenti vicende giudiziarie. “C'è un altro modo di fare politica, che non ci appartiene, quello degli scandali che hanno colpito la sanità regionale sotto la presidenza di Cirio – senza peraltro spiegare a quali scandali si riferiscano -  o quello del mondo delle tessere e della gestione degli appalti di una fetta del partito democratico. Tutto questo – per Fregolent e Borghi - è lontano dalla politica che pratichiamo ogni giorno e per questo chiediamo a chi si candida a governare la nostra regione di prendere le distanze da entrambe le modalità”.

Nessun accenno a quanto ormai a loro era noto e che, chissà mai, potrebbe avere imprevisti sviluppi ben oltre la semplice candidatura dell’ex sindaco di Tortona. Che in Italia Viva, specie in alcune province come Cuneo, Asti e parte della stessa Alessandria sia digerita a fatica a fatica la scelta di stare a sinistra non è un mistero. Così come non lo è il ruolo del numero due di AzioneEnrico Costa, nell’operazione che ha portato alle dimissioni il segretario alessandrino del partito di Renzi a ulteriore conferma dell’appoggio a Cirio della formazione politica di Carlo Calenda, anche se quest’ultimo ancora non si è espresso con nettezza sulle regionali piemontesi. Come, peraltro, non lo ha ancora fatto lo stesso Renzi. Non a caso si rincorrono le voci secondo cui sancito l’ingresso nella lista di scopo per le Europee con +Europa, il senatore di Rignano avrebbe meno necessità di segnare la sua presenza alle regionali con il simbolo, tantomeno sarebbe granitico sulla posizione, pur indicata da una sua pupilla come Fregolent. Di più, pare non sia così scontata la replica a livello piemontese dello schema europeo. Insomma segnali che porterebbero a non poter escludere del tutto uno scenario in cui la scelta compiuta da Bardone possa, involontariamente, segnare una possibile strada per i renziani piemontesi. E tra i tanti rumors di queste ore c’è anche quello che indica un possibile incontro domani sera allo stadio tra l’ex premier, in compagni del figlio, e il governatore, in occasione della partita tra la Juventus e la Fiorentina. Difficile davvero che un’eventuale ragionamento possa farsi tra i due sugli spalti, seppur in tribuna, e non certo perché divisi dalla tifoseria. Più probabile il rendez-vous nei prossimi giorni, vista l’annunciata presenza di Renzi a Torino in settimana.

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