Congresso Pd, via alle grandi manovre
08:39 Lunedì 12 Agosto 2013 3In attesa di date e regole certe in Piemonte si inizia a sondare il terreno per le candidature alla leadership regionale. Particolarmente attivi i parlamentari Borghi e Damiano. In caduta libera Corgiat. E tra i renziani spunta il nome di Catizone
Non sono bastati gli ultimi temporali per stemperare il clima rovente all’interno del Partito democratico. E se a Torino fulmini e saette hanno contribuito a rinfrescare l’aria, nella Capitale l’afa agostana pare aver paralizzato il quartier generale del Nazareno, dove i maggiorenti si trascinano stancamente tra date e regole congressuali. Intanto in Piemonte, ognuno vive l’attesa a modo suo: c’è chi scalda i motori inondando di post i social network e chi si gode il Mare Nostrum con un orecchio sempre proteso al cellulare (è il caso dell'ipercinetico sindaco di Nichelino Pino Catizone, con la famiglia a Diano Marina). La poltrona al vertice di via Masserano interessa a molti, ma la sensazione diffusa è che le incognite siano ancora troppe – a partire dalle scelte di Matteo Renzi – e che anche le partite territoriali potrebbero decidersi nei caminetti romani, attraverso il sempre attuale manuale Cencelli. Una spartizione da buoni fratelli, insomma, per evitare inutili spargimenti di sangue. Ma attenzione a non sottovalutare le sorprese che le primarie aperte potrebbero riservare, soprattutto se a gettarsi nella mischia dovesse essere qualche dirigente o amministratore che può contare su una significativa dote elettorale. Insegna il precedente di Gianfranco Morgando, vittorioso nel 2008 sul candidato indicato da Roma, l’allora rutelliano Gianluca Susta, sconfitto dopo la consultazione estesa a tutti i piemontesi, in un vero e proprio sussulto del territorio contro le imposizioni dei dirigenti nazionali.
Tra chi si sta già muovendo per succedere all’ex sottosegretario ci sarebbero il parlamentare verbanese Enrico Borghi (foto con Letta) lettiano numero uno in Piemonte, che potrebbe sfruttare la posizione
dell’attuale premier per scalare le posizioni nelle gerarchie regionali, mentre il deputato Cesare Damiano - già ministro del Lavoro nell’ultimo governo Prodi e oggi impegnato nella sua “Costituente delle idee” assieme a Mimmo Lucà, Vannino Chiti e Pietro Folena - potrebbe puntare su un accordo romano che premierebbe il numero uno dell’Anci e sindaco di Torino Piero Fassino. Quotazioni in picchiata per il dalemiano sindaco di Settimo, Aldo Corgiat, esponente di spicco dell’ala sinistra del partito, tra i leader di Sinistra in Rete prima delle frizioni con Stefano Esposito che ha portato gran parte di quella componente sulle posizioni dei Giovani Turchi. Paga le divisioni interne alla sua corrente e una gestione un po’ disinvolta del proprio consenso durante le ultime parlamentarie, nelle quali, peraltro, non è riuscito a piazzare a Roma il candidato del suo cortile, Silverio Benedetto.
E poi l’area Renzi. C’è da capire chi farà un passo avanti, visto che il Piemonte è stata tra le regioni in cui gli ex rottamatori hanno offerto una performance convincente. Difficile che possa farsi avanti un esponente del Piemonte 2, sia per questioni politiche che di mero calcolo elettorale, dal momento che la provincia torinese rappresenta da sola la metà degli elettori di tutta la Regione e se si dovesse andare a una competizione muscolare con un altro candidato è necessario poter contare su esponenti radicati nel capoluogo. E se, come pare certo, il consigliere regionale Davide Gariglio ha già fatto sapere di non essere interessato all’incarico di partito, i bookmakers danno in salita le quotazioni di Catizone (foto), che nel 2014 cessa il suo incarico di sindaco a Nichelino.
Più legata a dinamiche prettamente locali appare, invece, la partita del congresso torinese. Anche qui non mancano i pretendenti, con un pezzo di Area democratica che sarebbe pronta a sostenere l’ex parlamentare e collaboratore di Fassino, Fabrizio Morri e un altro che invece vedrebbe di buon occhio la candidatura della consigliera regionale Gianna Pentenero, particolarmente attiva in queste ore nel tessere una serie di importanti relazioni a livello locale. Naturalmente senza dimenticare che oggi a guidare il partito c’è il coordinatore regionale di Area Democratica, Alessandro Altamura, il quale sarebbe pronto a giocarsi le sue carte per conservare un incarico sin qui gestito senza troppe sbavature. E se i Giovani Turchi di Esposito potrebbero proporre l’apprezzatissimo assessore al Lavoro di Palazzo Cisterna Carlo Chiama, resta nell’ombra il nome dei renziani, con il presidente della Circoscrizione III Daniele Valle che sta appollaiato alla finestra.



