Fassino, renziano a dispetto di Renzi
15:25 Giovedì 12 Settembre 2013 3Il sindaco sempre più isolato nel Pd. A Torino molti dei suoi lo scaricano e passano con Cuperlo. Non solo Damiano e Giorgis, ma anche gli ex Margherita Altamura e Merlo. Salta l'iniziativa con Zingaretti e il Rottamatore lo sbertuccia in tv
Non si aspettava tappeti rossi, ma essere sbertucciato così, dagli schermi televisivi, nel salotto di Bruno Vespa, liquidato come un vecchio bargogio il cui solo nome spedisce nel regno di Morfeo gli italiani, Piero Fassino davvero non se l'aspettava. Tra i primi big a schierarsi con il sindaco di Firenze e pronto a trascinare dirigenti e amministratori a lui vicini sulle sponde dell’Arno, le parole di Matteo Renzi pronunciate ieri sera a Porta a Porta sono state un inatteso (e, da suo punto di vista, del tutto gratuito) schiaffo. Parole che rischiano di mandare all'aria la tela che faticosamente il sindaco di Torino sta tessendo in favore del Rottamatore e complicare la vita interna a Area Democratica, la corrente di cui è leader assieme al ministro Dario Franceschini, anch'egli repentinamente convertito al verbo renziano.
Anche perché, in Piemonte, i seguaci di Fassino non sembrano affatto dell’idea di seguirlo nel cammino e la fronda interna ad Area Dem si fa via via più corposa. Il primo a manifestare delle perplessità sull’appoggio a Renzi è stato l’ex ministro Cesare Damiano, che pure di Fassino è sodale politico “da quarant’anni” come da lui orgogliosamente rivendicato in un recente colloquio
con Lo Spiffero. Questa volta no. Sarebbe, infatti, in procinto di traghettare la sua “Costituente delle idee” – piattaforma programmatica costituita assieme a Vannino Chiti, Pietro Folena e Mimmo Lucà che verrà presentata i prossimo 28 settembre – verso il principale competitor del sindaco fiorentino, Gianni Cuperlo. Lo annuncerà domani in una riunione di Area Democratica che si preannuncia infuocata. Anche perché a sorpresa, con lui, potrebbero optare per un sostegno a Cuperlo anche altri due esponenti di spicco della componente come il segretario torinese del Pd Alessandro Altamura e l’ex parlamentare pinerolese Giorgio Merlo, che fino a pochi giorni fa pareva invece pronto ad appoggiare il primo cittadino di Firenze. Più scontato e considerato “nelle cose” il sostegno all’ex numero uno della Fgci del deputato Andrea Giorgis, anche lui un tempo vicino a al Lungo di Palazzo Civico. Insomma, si tratterebbe di un vero e proprio scisma all’interno dell’ormai ex roccaforte fassiniana, che già aveva subito l’addio di un’altra esponente di spicco a Montecitorio come Anna Rossomando, approdata presso i Giovani Turchi, capitanati a Torino dal senatore Stefano Esposito, entrambi su Cuperlo. E proprio a Fassino Esposito rivolge un "accorato" appello al ripensamento in nome di quella cultura di sinistra e riformista. Chissà se dopo la canzonatura di ieri l'invito farà breccia.
Per tentare di edulcorare l’isolamento, Fassino ha provato a giocarsi la partita su scala nazionale e per questo nei giorni passati avrebbe letteralmente inseguito il governatore del Lazio Nicola Zingaretti per concordare un’uscita insieme a sostegno di Renzi. Ma a quanto pare l’astro nascente
della politica romana non ha nessuna intenzione di finire al traino di Fassino innanzitutto perché non ha ancora sciolto la riserva su chi sosterrà – si sarebbero intensificati nell’ultima ora i contatti con Cuperlo – e poi perché quand’anche dovesse scegliere Renzi non avrebbe bisogno dell’ultimo segretario dei Ds per farlo. E in agenda Fassino ha pure un incontro con Giacomo Portas, corteggiato anche dagli anti-renziani in virtù dei solidi rapporti tra il capo dei Moderati e l'ex segretario Pier Luigi Bersani.
Nel partito piemontese c'è molta fibrillazione e frenetici sono i contatti per gli imminenti posizionamenti. E così c'è chi chiede padrinaggi per garantirsi la traghettatura, come l'assessore al Comune di Torino Claudio Lubatti che si è rivolto al sindaco di Novara Andrea Ballarè per superare l'ostracismo del renziano Davide Gariglio, e chi bussa a tutte le porte aspettando il momento propizio per saltare da una parte o dall'altra, a seconda della convenienza. Sul fronte parlamentare stanno piano piano giungendo in riva all’Arno molti deputati e senatori. A quelli della prima ora, Stefano Lepri e Mino Taricco si sono aggiunti Luigi Bobba, la senatrice biellese Nicoletta Favero, la deputata Franca Biondelli di Novara (in quota Franceschini) ed in arrivo sarebbe anche Cristina Bargero di Casale. Dato per ineluttabile il sostegno renziano anche di Enrico Borghi, luogotenente di Enrico Letta. Sul fronte cuperliano la autonomina di Anna Rossomando (prima in quota Areadem, poi Bersaniana ed infine Turca, ma eletta alle primarie con i voti di Fassino) a coordinatrice regionale crea non pochi malumori in terra piemontese. Arricciano il naso in tanti che guardano con fastidio al rampantismo dell’avvocato torinese. Dopo Esposito, anche Umberto D’Ottavio e Antonio Boccuzzi sarebbero sui lidi post-bersaniani, mentre su Piemonte 2 dopo il tormentato vicesegretario Federico Fornaro anche Massimo Fiorio (proveniente già dal correntone Ds), Daniele Borioli e Chiara Gribaudo sembrano attestati sulla sinistra del partito. Davide Mattiello è per ora l’unico civatiano dichiarato.


