CONGRESSO SEL

Tanti no alla svolta “greca” di Vendola

Non seduce la maggioranza dei delegati piemontesi il modello Syriza. Solo Curto entusiasta della virata gauchista. Sel a un bivio. Sullo sfondo i rapporti con Chiamparino e il Pd. “Con Tsipras? Nemmeno per sogno” – column di Diego FUSARO

Il Piemonte dice no a Nichi Vendola. Tanti musi lunghi, ieri, sulle auto che riportavano a casa la delegazione subalpina approdata a Riccione per il secondo congresso di Sel. Contro il documento finale, quello in cui si sceglie l’ultra sinistra europea di Alexis Tsipras, gran parte della classe dirigente piemontese, dal deputato Fabio Lavagno alla consigliera regionale Monica Cerutti, da Chiara Acciarini (che in commissione politica avrebbe votato a favore “per sbaglio”) al consigliere comunale di Torino Marco Grimaldi. Anche perché è un congresso che allontana Sel dai Socialisti Europei di Martin Schulz e dal Partito democratico. Per questo c’è chi, alla vigilia delle elezioni regionali inizia a chiedersi quale sarà il rapporto tra «noi» e uno come Sergio  Chiamparino, candidato in pectore della coalizione di centrosinistra, che già in passato ha avuto modo di dimostrare tutta la sua insofferenza verso la gauche estrema, esclusa dalle sue giunte.

 

Per comprendere i rapporti di forza basti pensare che tra gli 11 piemontesi eletti nell’assemblea nazionale, la maggioranza si è astenuta o espressa contro il documento della “svolta a sinistra”. Si tratta di Marco Grimaldi, Monica Cerutti, Chiara Acciarini, Marco Casellato, Carla Di Feo e Nicola Fonzo. Mentre Michele Curto, Elena Chinaglia, Claudio Stacchini, Carla Mattioli e Luisella De Filippi si sono invece espressi a favore.In commissione di garanzia un’altra scettica, come Vanda Bonardo.

 

«Oggi il nostro riferimento è Syriza» esulta invece il capogruppo a Palazzo di Città Curto, riferendosi al partito dell’ultrasinistra greca, che ha fatto il boom negli anni della crisi. Sel diventa dunque nuovo laboratorio assieme a quel mondo rappresentato dai movimenti e dai beni comuni, ma si accredita anche come capofila di un rassemblement di sigle e liste che potrebbero raccogliere dagli ex di Rifondazione agli Ecologisti. E non è un caso che di ritorno da Riccione, un vendoliano di stampo “istituzionale” come il deputato alessandrino Lavagno metta i suoi paletti: «Io tremo di fronte alla prospettiva di un’altra Sinistra Arcobaleno, o di un’esperienza stile Ingroia». Piuttosto «lavorerò affinché Sel sia parte organica di una coalizione di centrosinistra alle prossime regionali e riavvii il confronto con il Pd». Di tutt’altro tenore le parole di Curto: «Abbiamo dimostrato che di fronte al “prendere o lasciare” dei democrats sappiamo dire lascio e aprirci a una nuova sfida». Messaggio in codice per Chiamparino che finora ha volutamente evitato contatti.

 

Si ripropone, dunque, la lacerazione tra chi all’interno del pocket party vendoliano guarda ai democratici e chi si lascia sedurre da prospettive movimentiste, «un nuovo mondo» come l’ha definito ieri un immaginifico Vendola, assediato tra gli altri da un manipolo di intellos guidati da Barbara Spinelli pronti a sostenere una nuova Alba per il suo partito, escludendo dalle candidature i suoi stessi iscritti per aprire all’autoproclamatasi società civile. Tra questi ultimi, come da tradizione, non manca Giorgio Airaudo, «non iscritto a Sel, ma che ha la pretesa di dettarne la linea» si lamenta un reduce di Riccione, che come tanti in Piemonte vive con disagio la presenza dell’ex leader Fiom nel partito. La sua posizione è quella maggioritaria a Torino, grazie al lavoro di Curto, ma nelle altre province soccombe e lui ormai si ritrova sempre più nel ruolo di ombra del vero leader di quell’area, ovvero Maurizio Landini.  

 

E’ questo lo scenario nel quale oggi, alla Fabbrica delle E, si costituirà il Comitato Sypras alle Europee, mentre l’8 febbraio è fissata l’assemblea regionale del partito che dovrà eleggere il nuovo segretario: tra i nomi che si fanno con più insistenza quello dell’ex Legambiente Vanda Bonardo, di Nicola De Ruggero, già assessore in piazza Castello nella giunta Bresso e infine la già citata Acciarini, tutti afferenti all’area Lavagno-Cerutti-Grimaldi. L’altra fazione potrebbe puntare sul vercellese Pier Giorgio Comella, ex segretario della Camera del Lavoro di Vercelli. Per la federazione provinciale di Torino, favorita Nicoletta Cerrato, candidata a sindaco per Sel alle scorse amministrative di Rivalta, molto vicina a Curto.

 

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