“Il Pd non vuol farci correre” Allarme firme per i Cinque stelle
07:45 Martedì 16 Settembre 2014 3A una settimana dalla consegna delle liste per la Città metropolitana i grillini annaspano e puntano il dito contro i dem: "Pressioni per boicottarci". Ma cresce il fronte avverso alla grande ammucchiata. Intanto FI e Ncd trovano l'accordo sui nomi
Allarme! Suona la campana nel Movimento 5 stelle, a sette giorni esatti dalla consegna della lista per partecipare alle elezioni di secondo livello della Città metropolitana. Servono 198 sottoscrizioni di amministratori della provincia (consiglieri e sindaci), ma l’obiettivo rischia di sfuggire di mano proprio sul più bello. A causa dell’atavica incapacità dei grillini di fare squadra e siglare alleanze strategiche, ma anche, secondo qualcuno perché «il partito unico ha imposto il “divieto” di firmare la lista» pentastellata. A puntare il dito contro l’accozzaglia costituzionale formata da Pd, Forza Italia e Nuovo Centrodestra è Marco Marocco, capogruppo M5s a Chivasso e consigliere metropolitano in pectore, sempre che alla fine la pattuglia grillina riesca a presentare la squadra. «Da una forza come il Pd che crede così fortemente nella democrazia rappresentativa non mi aspetto che faccia di tutto per non darci neanche la possibilità di competere» prosegue Marocco in un colloquio telefonico con Lo Spiffero. Difficile anche aspettarsi i tappeti rossi. La deadline è fissata per il 22 settembre (elezioni il 12 ottobre) e il M5s per portarsi avanti ha già ufficializzato la lista che sta facendo circolare tra i consigli comunali della vecchia provincia. Il primo ad accogliere l'appello dei pentastellati è stato il consigliere radicale del Comune di Torino Silvio Viale che ha annunciato ieri in Sala Rossa la sua firma "tecnica" per la lista dei Cinque stelle, specificando che «non si tratta in alcun modo di una adesione, tantomeno di una indicazione di voto, ma di una sottoscrizione fatta per consentire la presenza di una seconda lista».
Ma se Sparta piange in via Masserano in pochi hanno voglia di ridere. Le trattative sono frenetiche. Il Pd tratta al suo interno per trovare una sintesi tra le correnti, tratta con gli alleati sui posti da assegnare, tratta con gli avversari per imbarcare una fetta sempre più consistente dell’arco costituzionale. Gli emissari di Piero Fassino telefonano a FdI, tentano Sel, provano a ricucire con la Lega Nord. Intanto l’accordo con FI e Ncd prevede cinque posti, di cui quattro ai berluscones (che nel mercato estivo hanno ingaggiato il consigliere torinese Ferdinando Berthier) e uno agli alfaniani (l'ex sindaco di Susa Gemma Amprino). L’intesa nel quartier generale di corso Vinzaglio è già stata trovata: a entrare in lista saranno il capogruppo in Sala Rossa Andrea Tronzano, il sindaco di Orbassano Eugenio Gambetta, l'ex collega di Chiomonte Renzo Pinard (impegnato in un testa a testa con sindaco di Verolengo Rosanna Giachello) e infine l’ex primo cittadino di Buttigliera Alta, oggi consigliere e assessore, Paolo Ruzzola. Nel Pd i nodi dovrebbero essere sciolti nella direzione di domani, preceduta da una riunione del gruppo di Torino (restano in corsa Michele Paolino, Mimmo Carretta, Domenica Genisio, Lucia Centillo, Alessandro Altamura e Luca Cassiani. Nessuna speranza per Gioacchino Cuntrò).
Intanto, all’esterno della grande ammucchiata metropolitana qualcosa continua a muoversi. Non solo i grillini han deciso di correre da soli, anche i vendoliani hanno scaricato il Pd all’indomani dell’accordo con pezzi del centrodestra (anche se si vocifera che all’ultimo potrebbero ripensarci e far entrare il sindaco di Alpignano Gianni Da Ronco). Possono contare su qualche sindaco, consiglieri sparsi un po’ ovunque, qualche lista civica amica. Con i Cinque Stelle si parlano ma per ora non si è andati oltre qualche timido approccio, anche perché sarebbe difficile formalizzare in modo organico un accordo. In fermento c’è anche tutta quell’area di consiglieri “non allineati”, liste civiche, apolidi di varia estrazione e delusi dei partiti tradizionali che vorrebbero poter avere un’alternativa. Un mondo formato da liste No Tav, esperimenti elettorali ottenuti attraverso la fusione di benicomunisti e ambientalisti, apolidi per vocazione, come l’ex sindaco di Grugliasco Mariano Turigliatto o il primo cittadino di Rivalta Mauro Marinari. Monadi abituate a muoversi autonomamente ciascuna nel proprio territorio e che faticano a mettere insieme i pezzi su scala provinciale. Eppure gli sherpa hanno avviato qualche contatto e ci sarebbe chi si è portato addirittura avanti: «Un paio di consiglieri di Sel hanno firmato per noi» esulta il grillino Marocco, mentre pare che nel Pinerolese sarebbe il fronte di Forza Italia a un passo dal crollo, con due amministratori già passati – per l’occasione – con la lista grillina. Voci, per ora. Di certo la strana alleanza metropolitana sta provocando più mal di pancia che entusiasmi.


