Regione, partita chiusa sulle nomine
17:08 Mercoledì 26 Novembre 2014 4Rossotto al Csi, Mazzù all'Atc di Torino e Levi all'Edisu. Nelle prossime ore l'ufficializzazione. Pd pigliatutto, alleati sul piede di guerra. Resta il nodo dell'Atc di Asti, dove c'è da far dimenticare la gestione Santoro e gli 8 milioni sottratti all'ente
L’accordo politico è stato trovato in queste ore anche se restano degli spigoli da smussare, soprattutto con i partitini della coalizione, usciti a bocca asciutta dalla prima abbuffata di nomine e per questo sul piede di guerra. La Regione Piemonte varerà nelle prossime ore le nomine al vertice delle Atc, le agenzie per la casa, il Consorzio informatico e l’Ente per il diritto allo Studio, anche se gli ultimi malumori di Sel, Scelta Civica e Moderati potrebbero richiedere qualche aggiustamento supplementare, in attesa di riuscire a calendarizzare la votazione in un Consiglio già ingolfato dall'assestamento di bilancio. Le poltrone chiave, tuttavia, sono state assegnate.
Al vertice del Csi andrà Riccardo Rossotto, avvocato specializzato in diritto industriale, societario e commerciale, con alle spalle numerosi incarichi professionali per conto di enti pubblici (Turismo Torino, ad esempio), caldamente sponsorizzato dall’assessora alle Attività Produttive Giuseppina De Santis e in fondo ben visto anche dal Pd. Cade così la candidatura di Giuseppe Pezzetto, sindaco di Cuorgnè, vicino al capogruppo dem Davide Gariglio.
Sarà una donna, invece, il nuovo presidente dell’Edisu. Si tratta di Marta Levi, attuale vicepresidente del Consiglio comunale di Torino, esponente della sinistra Pd, sponsorizzata da quasi tutto il gruppo regionale. Ha la meglio su Vincenzo Laterza, che tuttavia potrà consolarsi con l’ingresso in Sala Rossa, dov’è il primo escluso, proprio al posto della Levi che per assumere il nuovo incarico dovrà rassegnare le dimissioni da Palazzo Civico.
Infine le tre Atc, dove c’è ancora qualche discussione anche all’interno della stessa maggioranza. A Torino il cerchio si chiude su Marcello Mazzù, ex sindaco di Grugliasco, renziano di estrazione fassiniana, che batte la concorrenza di un altro ex primo cittadino dell’hinterland, ovvero Angelo Ferrero di Moncalieri, suo principale avversario. Nel quadrante Nord, dove il nuovo ente accorpa quelli delle province di Vercelli, Biella, Novara e Vco, la scelta è caduta in un primo tempo sul novarese Mauro Gavinelli, candidato vicino all’assessore di piazza Castello Augusto Ferrari, sul quale ha deciso di convergere anche l’ala sinistra del partito guidata da Giuliana Manica e Matteo Besozzi, segretario provinciale appena eletto al vertice della nuova provincia. Ma alla fine pare sia riuscito a farcela Giuseppe Genoni, il candidato del sindaco Andrea Ballarè. sarà lui il presidente.
Non senza malumori e discussioni si sta chiudendo anche la partita nell’Atc del Piemonte Sud (Cuneo, Alessandria, Asti): il presidente designato è Marco Balossino, avvocato, già sindaco di Tortona, scelto dal Pd alessandrino. I travagli, in questo caso, sono soprattutto sulla composizione del cda, formato da cinque membri (presidente compreso), di cui due spettano all’opposizione in Regione. Se da Cuneo, infatti, hanno ottenuto la conferma del direttore fino a oggi in capo alla loro Atc, Roberto Giorgis, più un membro del cda Ambrogio Garzino, vicepresidente uscente, su Asti non mancano le tensioni. Alla maggioranza spetta un membro del cda, possibilmente uno che possa costituire elemento di cesura rispetto alla passata gestione, quella dell’ex direttore Pierino Santoro, capace di sottrarre 8,5 milioni prima di essere scoperto e scegliere la via del patteggiamento. Una pagina nera, nerissima che ha lasciato una ferita nella città, al punto che sono stati respinti (per il momento) tutti i tentativi di piazzare
un esponente del consiglio di amministrazione uscente, come Gianluca Musso, un tempo vicino al centrodestra, oggi proposto da Scelta Civica. Un altro nome che circola è quello di Enzo Sobrino, dipendente in staff della Provincia di Torino, sostenuto da Sel, ma osteggiato dal Pd locale, a partire dalla consigliera regionale Angela Motta, che nell’ultima riunione del gruppo di fronte a un Gariglio stremato da settimane di incessanti trattative si sarebbe limitata a mostrare il pollice verso di fronte alla proposta di lasciare quella nomina ai vendoliani. L’ostracismo non deriverebbe tanto dalla volontà di piazzare un uomo del Pd, quanto piuttosto dal fatto che Sel si trovi all’opposizione ad Asti e alcuni suoi esponenti strizzano l’occhio a quelli che in nome dell’emergenza abitativa occupano gli alloggi pubblici. “Può essere uno di loro il mio interlocutore in Atc?” sarebbe stato il ragionamento del sindaco Fabrizio Brignolo. Così la scelta potrebbe infine cadere su Giampaolo Boccardo, geometra, che da tempo si occupa di social housing.
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