POLITICA & SANITA'

Sanità, rush finale per i direttori

Terminata la selezione, la troika ha consegnato una short list piuttosto corposa, elenco da cui la Regione attingerà per scegliere i 16 nuovi manager di Asl e Aso. Lunedì le nomine in Giunta. Presentato il contratto tipo - ECCO LA LISTA degli idonei

Direttori generali, c’è la short list. Che poi non è così short: dall’ultimo vaglio della troika (Roberto Vaccani, docente di organizzazione alla Bocconi, Lino Cinquini, professore ordinario di Economia aziendale alla Scuola superiore di Pisa e Massimo Fabi, attuale direttore generale dell’Ausl di Parma) cui si è affidato l’assessore alla Sanità Antonio Saitta per decidere chi tra i 259 aspiranti è idoneo a dirigere un’azienda sanitaria, sarebbero usciti ben 50 nomi (dopo una precedente scrematura di 85) da questi si pescheranno i 16 che andranno a dirigere Asl e Aso. L’elenco completo corso Regina lo comunicherà soltanto domani in concomitanza con il Consiglio regionale, ma già incomincia a circolare qualche indiscrezione frammista a non pochi pronostici, più o meno fondati. La Giunta ha approvato lo schema del contratto tipo, che prevede una indennità di base più il 20% come premio di risultato per il raggiungimento degli obiettivi. Se questi non saranno raggiunti, o in caso di accorpamenti delle aziende, i nuovi vertici potranno essere rimossi. 

 

ECCO LA LISTA DEGLI IDONEI

 

Il primo dato che emerge, e per ora l’unico certo, è quello appunto sul numero di idonei. Se parametrato con quello di altre regioni dove  è stato usato un sistema pressoché analogo, in Puglia e nel Lazio, la quantità di “promossi” che viene fuori in Piemonte è decisamente superiore. Un dato che se da un lato può essere confortante circa il livello di preparazione di poco meno di un terzo di coloro che avevano risposto al bando, dall’altro offre a Saitta e al suo direttore Fulvio Moirano, ma non va escluso il governatore Sergio Chiamparino, una rosa più che ampia dove pescare i sedici manager da insediare nelle altrettante Asl, visto che rimangono al loro posto per scadenza differita Gian Paolo Zanetta alla Città della Salute, Francesco Morabito alla Cuneo 2 e Mario Minola alla Aso Novara.

 

Sempre rimanendo sulle cifre, sarebbero circa due terzi degli ammessi al colloquio finale di fronte alla commissione, coloro che hanno passato l’esame e che vanno a comporre quell’elenco da cui non solo verranno attinti i sedici la cui nomina sarà ratificata nella giunta di lunedì prossimo, ma anche i tre che dovranno sostituire coloro che, come detto, restano ancora in carica. Non è escluso, poi, che sempre dalla short list siano pescati almeno alcuni dei direttori amministrativi e sanitari la cui scelta è demandata ai direttori generali. In passato questi manager erano quasi sempre frutto di indicazioni politiche e territoriali, avallate di fatto dai direttori generali su precise indicazioni. Questa volta, visto che tra le direttive che verranno date ai vertici aziendali c’è pure la responsabilità dell’operato dei loro più stretti collaboratori, non è da escludere che quella prassi di cui si è appena detto, lasci il passo a scelte più fiduciarie e delle quali i direttori generali non intendano in seguito dover rispondere senza che sia stata veramente loro l’indicazione.

 

Domani, dunque, si conosceranno i nomi del piccolo esercito dal quale, nel giro di pochissimi giorni, la giunta ma soprattutto l’assessore e il direttore generale della Sanità promuoveranno i sedici generali, ma quello di qualche papabile già circola. Indiscrezioni e pronostici si diceva. Come quello che vede, e non potrebbe essere altrimenti considerato il suo ruolo in corso Regina, “il tedesco” Thomas Schael, pronto a insediarsi alla Torino 2. L’alternativa per l’uomo dei conti di Agenas, da tempo nelle stanze che contano dell’assessorato, è quello di un parcheggio nobile ancora per qualche tempo sempre come superconsulente in corso Regina, nell’attesa che Gian Paolo Zanetta (non più riconfermabile per ragioni di età) lasci le Molinette. Un altro degli attuali dato da più parti come riconfermabile, pur cambiando sede così come previsto da Saitta in ossequio al principio di rotazione dei dirigenti, è Nicola Giorgione. Dalla Aso di Alessandria, potrebbe spostarsi appena di qualche decina di metri per insediarsi nell’ufficio dirigenziale dell’Asl mandrogna.

 

Sia quello di Schael sia quello di Giorgione sono due nomi poco incasellabili politicamente, insomma non etichettabili come manager con un partito di riferimento, categoria questa a cui, invece, non mancano certo gli uomini. Bisognerà vedere se e quanto il criterio prettamente meritocratico annunciato da Saitta sarà messo in atto. Di sicuro, dopo le scremature fatte dalla troika, anche se usciranno fuori nomi palesemente di area, risulterà più difficile attribuire le loro nomina (solo) all’appartenenza politica. Tra previsioni, speranze e interrogativi poteva mancare qualche schizzo di veleno, gettato proprio alla vigilia della decisione? Ecco allora spuntare e circolare, nei piani di corso Regina così come nelle redazioni, una lettera anonima in cui si fa riferimento a un potenziale direttore generale di provenienza ligure i cui curricoli, a detta del corvo, sarebbero tutt’altro che edificanti. Veleni a parte, sempre stando a quel poco che trapela parrebbe nutrita la pattuglia di stranieri, ovvero di dirigenti di altre regioni, che avrebbero passato l’esame e che, chissà, potrebbero essere scelti per guidare non poche delle sedici aziende, dando un segnale di cambiamento anche in questo senso.

 

Leggi la determina della Regione

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