Renzismo di Lotti e di governo
18:45 Sabato 25 Aprile 2015 8Per Renzi è arrivato il momento di dare una piattaforma più solida e matura al proprio imprinting politico. A cominciare dai miti fondativi della sinistra, come spiega il suo braccio destro: "La Resistenza non appartiene solo a una parte del Pd"
A Torino hanno deciso di mettere in cantiere un’iniziativa pubblica per rilanciare la presenza politica, un tantino appannata dopo le recenti vicende sui “pasticci” fatti nella raccolta firme alle Regionali, a Roma il “Giglio magico” è impegnato nella costruzione di quella piattaforma del “renzismo” in grado di superare la prima fase, contrassegnata dalla frattura generazione e dalla parola d’ordine della “Rottamazione”, verso un progetto più solido e maturo. E “impossessarsi” dei miti fondativi di quella sinistra che pure considera Matteo Renzi un “usurpatore” della Ditta è parte del piano. Una strategia affidata a Luca Lotti, intimo e fidatissimo collaboratore del premier, sempre più centrale nel sistema di potere dell’inquilino di Palazzo Chigi. Una vera e propria eminenza, coi tratti tipici del renzismo, il “Gianni Lotti” come viene chiamato alludendo a quello che Letta senior fu per Berlusconi.
«Il 25 aprile non deve appartenere a una parte sola ma a tutta la Nazione. E noi ci ispiriamo ai valori dell’antifascismo – giustizia, libertà, eguaglianza – facendo politica tutti i giorni, anche portando avanti il nostro programma», ha proclamato, non a caso, oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Lotti,
nel settantesimo anniversario della Liberazione. «Criticate pure le nostre riforme, ma sul merito. Non è legittimo usare la Storia come una clava per provare a demolire quello che stiamo facendo», ha aggiunto riferendosi a certe polemiche innescate in varie parti d’Italia, e in Piemonte a Torino e ad Alessandria, durante le commemorazioni dell’Anpi.
«Qualcuno storce il naso perché Renzi canta “Bella Ciao”? Non accetto l’idea che quella storia appartenga solo a una parte del Pd e a noi no. Non posso sentire miei quei valori? Ma lo sanno che ci sono stati partigiani cattolici, partigiani di Giustizia e libertà, per non parlare della Resistenza dei militari italiani, da Cefalonia ai campi di concentramento? Renziano o non renziano io questa storia la sento mia», ha affermato con decisione Lotti, che ha rimarcato: «Noi del Pd siamo il prodotto di quella storia, ma non siamo la fotocopia. E comunque chi dice che stiamo rovinando l’Italia commette un errore, non vedo contraddizioni tra quello che portiamo avanti noi e quei valori di 70 anni fa». Dalla generazione di “Bella Ciao” a quella di “Ciao bella” chi ha detto che sia un tradimento di valori?


