Parte tra le polemiche la riforma Saitta
Stefano Rizzi 21:16 Lunedì 28 Settembre 2015Approvati gli atti delle aziende sanitarie di Asti e Alessandria. Centrali uniche di acquisto, accentramento delle funzioni e sforbiciata alle figure di vertice. Scontro nel Pd. Il sindaco Rossa: "Atteggiamento inaccettabile dell'assessore"
Per riorganizzare gli ospedali, l’assessore alla Sanità ha incominciato da basso, nel senso dal sud del Piemonte visto che i primi atti aziendali passati al setaccio nei giorni scorsi in corso Regina e recepiti oggi dalla giunta sono stati quelli delle Asl di Asti e Alessandria insieme a quello dell’Aso del capoluogo mandrogno. E se la linea è quella dettata per queste tre prime aziende, è facile supporre che anche per le altre il tandem Antonio Saitta-Fulvio Moirano non cambierà rotta: centrali uniche di acquisto per aziende contigue (l’Aso di Alessandria agirà anche per le due Asl), accentramento delle strutture informatiche (anche in questo capo all’Aso), riduzione delle figure di vertice nel settore amministrativo. Un unico dipartimento interaziendale per l’emergenza e accettazione, il Dea.
Quella di incominciare dalla periferia anziché da Torino è stata, rimarca Saitta, una scelta non casuale, ma voluta, con l’obiettivo di “privilegiare anche nell’attenzione il territorio fuori Torino”. Riferendosi alle strutture dell’Astigiano e dell’Alessandrino, l’assessore ha sottolineato come si sia inteso dare “una serie di prescrizioni precise perché è indispensabile che ognuno dei tre atti aziendali venga allineato maggiormente e si concretizzi ancora di più l’integrazione avviata fra le tre realtà”. Tagli, almeno per ora, annunciati e richiesti dalla Regione ai direttori generali, sui vertici amministrativi: “Non posso pensare che, mentre razionalizziamo le strutture complesse nei reparti, non si tocchi nulla negli uffici”. Vecchia questione, sula quale sarà interessante vedere la reazione dei sindacati non sempre pronti ad accettare misure di questo genere.
Entrando nello specifico, le richieste formulate da Saitta e Moirano ai direttori di Asl e Aso, contemplano tra l’altro la riduzione ad una sola ed unica struttura complessa “acquisti” presso l’Asl di Alessandria che svolgerà la funzione per tutte e tre le aziende; una sola ed unica struttura complessa “sistemi informatici” presso l’Aso di Alessandria che svolgerà la funzione per tutte e tre le aziende; la realizzazione di un Dipartimento interaziendale funzionale di “riabilitazione” tra le tre aziende e la realizzazione di un Dipartimento interaziendale funzionale di Emergenza e Accettazione (Dea) tra l’Asl di Alessandria e l’Aso di Alessandria in coordinamento con il Dea dell’Asl di Asti; per quanto concerne il presidio di Acqui Terme si deve prevedere un collegamento funzionale con l’azienda ospedaliera di Alessandria. Saitta coglie l’occasione per togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, rispondendo tra l’altro alle dichiarazioni fatte dal deputato del Pd Fabio Lavagno che avevano sollevato un piccolo caso diplomatico all’interno del partito sui presunti taglia all’ospedale di Casale. “Ci tengo a ribadire – dice Saitta – che all’ospedale di Casale Monferrato resta il reparto di oncologia al quale presto verrà assegnato un primario e rafforzato il personale medico e la struttura avrà posti
letto e relativo personale afferenti direttamente al Dipartimento di riferimento, così come l’attività della lungodegenza di Ovada dovrà avere anche indirizzo riabilitativo all’interno del coordinamento funzionale del relativo Dipartimento funzionale”. Tutto liscio? Macché.
Appena appresa la notizia del recepimento da parte della giunta regionale degli atti aziendali di Asl e Aso, è incominciato il tam tam tra i sindaci mandrogni, molti dei quali protestano per non aver avuto alcuna voce in capitolo sulla questione. “È pur vero che i sindaci non possono intervenire sulle scelte, ma il dialogo assicurato dalla Regione in questo particolare momento è stato totalmente negato. – dice il primo cittadino di Alessandria Rita Rossa. – Stavamo predisponendo osservazioni e considerazioni da sottoporre entro il 16 ottobre all’assessore e ai direttori generali, invece oggi è stato deciso tutto senza neppure ascoltare i territori. Mi stanno arrivando un sacco di telefonate di colleghi incazzati per questo atteggiamento dell’assessorato che riteniamo inaccettabile”. Ed è sempre la Rossa ad annunciare come tutto ciò “non potrà che avere un risvolto in sede politica. Il segretario provinciale del Pd sta convocando una riunione già per sabato prossimi sulla vicenda”. Ennesima bega interna nel partito? Meglio allertare il 118.


