POLITICA & SANITA'

Sindaci Pd all’attacco di Saitta

Cresce la fronda degli amministratori locali contro il “metodo” usato dall’assessore alla Sanità “che impedisce il dialogo e provoca tensioni”. I primi cittadini di Alessandria e Vercelli tirano in ballo il partito: “Gariglio convochi una riunione”

“La decisione della giunta regionale di recepire l’atto aziendale dell’Asl senza aspettare il parere dei sindaci pone un problema politico”. Non che non si fosse capito e occorresse la conferma della prima cittadina di Alessandria: a tutt’oggi è un rincorrersi di comunicati e prese di posizione di esponenti dem sul metodo utilizzato tra corso Regina e Piazza Castello, che poi ricordano in fotocopia  i mal di pancia democratici allorquando venne approvata la delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera senza passare da Palazzo Lascaris che la lesse a cose fatte. Se, però, Rita Rossa investe ufficialmente della questione il segretario regionale, nonché capogruppo a Palazzo Lascaris, Davide Gariglio, la faccenda cambia. “Al segretario chiedo di convocare al più presto i sindaci del Pd delle maggiori città della regione per affrontare e discutere la questione della sanità e, non ultimo, il metodo usato dall’assessore Antonio Saitta che va contro la logica del dialogo con le amministrazioni locali e produce soltanto tensioni, ultima cosa di cui abbiamo bisogno” conferma allo Spiffero la Rossa, così come conferma il colloquio telefonico con la sua collega vercellese Maura Forte, pure lei ormai in rotta di collisione o quasi con l’assessore alla Sanità.

 

Donne sull’orlo di una crisi di nervi? Manco per idea. Più probabile che siano loro a farla rischiare a Gariglio. Il quale, stretto tra le proteste di un bel po’ di amministratori locali e di una parte del Pd da un lato e dalla necessaria difesa dell’operato della giunta e di Saitta dall’altro, dovrà sfoderare tutto il vecchio armamentario democristiano per arrivare a siglare almeno a una tregua sul fronte sanitario. Negli ambienti dem, non sfugge neppure che, se non dietro, perlomeno a margine di questa tensione e la stessa chiamata in causa di Gariglio, ci sia una battaglia tanto sotterranea quanto negata tra fassiniani (componente in cui Rossa può vantare uno stretto e duraturo rapporto con Filura) e garigliani, complice l’avvicinarsi dell’appuntamento con le comunali di primavera e altri nodi ancora aperti nel Pd torinese, non ultimo la composizione della segreteria.

 

Il segretario-capogruppo, comunque, non si fa trovare impreparato sulla richiesta del sindaco di Alessandria e di altri che, insieme alla vercellese Forte, si uniranno: in agenda Gariglio ha già messo un primo incontro per l’11 di ottobre con gli amministratori del quadrante 1, ovvero Torino e Est Piemonte, cui ne seguirà la settimana successiva un altro con l’area astiagiana-alessandrina. Sanità, ma non solo, all’ordine del giorno per “superare quei problemi che un partito al governo della Regione e di gran parte degli enti locali, per forza è costretto ad affrontare” al fine di evitare pericolosi cortocircuiti. Quello della sanità resta comunque la questione più complessa e il motivo di tensioni interne al Pd. Oltre la caso di Vercelli, sommovimenti e prese di posizione aumentano di giorno in giorno nell’Alessandrino: da Tortona il cui sindaco piddino Gianluca Bardone (autore di un ricorso contro la riforma ospedaliera ancora pendente al Tar) arriva a ricorrere al vecchio e un po’ sbiadito spauracchio della richiesta di annessione alla Lombardia, a Ovada dove il prossimo 9 ottobre il primo cittadino Paolo Lantero, anch’egli Pd, ha convocato un consiglio comunale aperto sul tema dell’ospedale, passando per Casale dove a fronte di una totale mancanza di tagli alla struttura ospedaliera c’è un ala del partito che paventa future penalizzazioni nelle corsie. Fino ad arrivare al cuore del partito mandrogno, il cui segretario provinciale Claudio Scaglia, alla vigilia della direzione convocata per lunedì sera sul tema, ha diffuso una nota in cui si legge come “il metodo utilizzato dalla Regione, con il recepimento degli atti aziendali effettuato in netto anticipo dai tempi previsti, non permettendo ai sindaci di inviare alcuna osservazione, risulta inaccettabile dal punto di vista politico”.

 

Parole da rubricare come normale scontro, politico appunto. Sì, ma se arrivassero da un partito avversario di quello che governa la Regione, sostiene il presidente Sergio Chiamparino, il quale a sua volta ha scelto Antonio “Tony” Saitta per mettere mano (insieme al fidato Fulvio Moirano) alla sanità piemontese. Fuoco amico, immagine scontata, ma in fondo cos’è se non questo? Magari è anche altro: qualche regolamento di conti interno, qualche sgambetto per impedire futuribili incarichi, messaggi decrittabili solo con un codice che rimanda alle correnti interne o, talvolta, a incompatibilità personali. Sempre e comunque, tutto all’interno del Pd. Il cui segretario regionale viene chiamato ad intervenire da almeno un paio dei sindaci di capoluogo, cui se ne stanno aggiungendo altri. L’approccio ai temi della sanità da parte di Gariglio, specie all’inizio delle legislatura, non era stato né tenero, né sempre accondiscendente. La stessa vicenda del consiglio regionale bypassato nell’iter di approvazione della delibera sulla rete ospedaliera lo aveva irritato non poco. Adesso, quando pare che stia finalmente per quagliare sulla segreteria regionale, si trova questa ennesima grana per le mani. Con  un partito di lotta (interna) e di governo.