POLITICA & AFFARI

Parte dai rifiuti il monopoli delle utility

A2a bussa alla porta del Comune di Alessandria per l'Aral, partecipata che si occupa di trattamento e ha in pancia un ricco contratto con la genovese Amiu, in procinto di passare a Iren. Concorrenza o strategia per arrivare alla maxi aggregazione?

Come una Casablanca del cassonetto, il Piemonte si conferma terra di intrecci, intrighi e giochi di potere sul grande business dei rifiuti. L’ultima storia racconta di un incontro, ennesima mossa di un risiko dove spesso quel che appare è il contrario di quel che ci sta dietro. Fulvio Roncari, dall’inizio dell’anno presidente (con deleghe di amministratore delegato) di A2A Ambiente (6 inceneritori, 13 discariche, 17 impianti di trattamento, 4.500 dipendenti, compresi quelli delle controllate, Amsa e Aprica) è arrivato ad Alessandria per incontrare il sindaco Rita Rossa. Non una semplice visita di cortesia quella che è avvenuta se non in segreto, certo senza suonare la grancassa mediatica.

 

Allo Spiffero la Rossa conferma non solo, ovviamente, l’incontro, ma anche quello che risulta essere l’elemento di attenzione per la più grande azienda italiana “per recupero di materia ed energia attraverso la valorizzazione dei rifiuti”: l’Aral, la partecipata del comune di Alessandria (con oltre il 70% delle quote per un totale, insieme a molti altri Comuni più piccoli, del 100% in mano pubblica) che si occupa del trattamento dei rifiuti e che dopo un periodo semicomatoso e una gestione a dir poco discutibile si è avviata a una ripresa, favorita non poco dal fatto di servire l’Amiu di Genova e da questa ricevere cospicui pagamenti. Ma A2A Ambiente è anche un’azienda della capogruppo A2A che Piero Fassino, ancora al forum di Cernobbio di settembre, aveva detto di vedere con favore dar corpo, insieme a Hera e Iren a quella grande multiutility che il sindaco di Torino e presidente di Anci sogna da tempo.

 

Attualmente la società guidata da Roncari non ha, in Piemonte, alcun termovalorizzatore al contrario di Iren, che agli impianti di Vercelli e Torino accresce il peso nel settore delle multiutility anche grazie alle sue partecipate (tra le quali, per restare nel Sud della regione,  Acos Ambiente tramite Iren Emilia nella galassia del gruppo guidato dal manager Pd Mauro D’Ascenzi). Anche per questo, un eventuale rafforzamento della sua presenza con l’eventuale acquisizione del 51% delle quote di Aral oggi in possesso del Comune di Alessandria, rappresenterebbe un fatto estremamente importante e capace di mutare l’attuale assetto delle multiutility nella regione.

 

L’impianto di Alessandria, semmai fosse acquisito, andrebbe ad unirsi nei possedimenti piemontesi di A2A Ambiente a all’impianto di trasferimento e discarica di Cavaglià in provincia di Biella, a quello di Barengo nel Novarese, all’altro di Villafaletto in provincia di Cuneo e alla struttura per il trattamento dei rifiuti in vetro di Asti, oltre alla piattaforma di stoccaggio di Robassomero. L’interesse dell’azienda bresciano-milanese sarebbe insomma – almeno a quanto risulta e confermato dal sindaco di Alessandria – la partecipata che ha tra i suoi maggiori e più redditizi clienti quell’Amiu di Genova in procinto di essere acquistata da Iren, volontà confermata recentemente dallo stesso Francesco Profumo.

 

Concorrenza oppure coabitazione nella prospettiva di una unificazione come auspicato da Fassino? Chissà. Un altro particolare che può contribuire, forse, a spiegare l’attenzione verso Aral è il fatto che questa si serve anche del termovalorizzatore di Parona, nel Pavese. L’impianto di Parona è del gruppo Lgh che proprio con A2A ha avviato un “percorso finalizzato ad individuare termini e condizioni di una possibile partnership industriale tra A2A Spa e LGH spa” come si legge una nota congiunta di pochi giorni fa in cui si conferma che “le parti, preso atto delle reciproche posizioni, hanno avviato una fase supplementare di negoziazione anche attraverso una ulteriore due diligence con l’obiettivo di cercare di raggiungere un’intesa sui principi chiave dell’operazione”. In sostanza gli azionisti di Lgh sarebbero intenzionati a concedere ad A2A una due diligence finalizzata alla formulazione di un’offerta vincolante per l’acquisto di una quota di maggioranza della multiutility, proprietaria, tra l’altro, dell’impianto di Parona. Quello dove conferisce parte del materiale Aral che a sua volta tratta per conto di Amiu Genova, in procinto di essere rilevata da Iren.

 

Iren resta, comunque, sempre tra i possibili partner di cui è alla ricerca il Comune di Alessandria, non solo per la partecipata che tratta i rifiuti, ma anche per alcuni rami della multiutility Amag, presieduta da Stefano De Capitani e che controlla, attraverso Amag Ambiente, pure la filiera dei rifiuti. E che semmai andasse in porto un piano dai contorni tutt’altro che definiti di cui si parla ormai da mesi che vedrebbe agire su più fronti e con vari ruoli sia Iren sia la galassia Acos, così come il consorzio veneto Contarina, potrebbe rimanere in qualche modo isolata in una sorta di enclave. Oggi in questo complicato risiko che si gioca nel sud della regione (ma ha riflessi e interessi che vanno ben oltre) entra anche un altro che tre grandi colossi, oltre a Iren e Hera, ovvero A2A. Piemonte terra di conquista e di concorrenza tra i player dei rifiuti. O, tra imperscrutabili intrecci e giochi di potere, Casablanca del cassonetto? 

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