GRAND COMMIS

Chiamparino punta sulla Virano

Il governatore vuole l'attuale direttore del Comune di Torino al vertice della macchina amministrativa regionale. La nomina posticipata a gennaio, dopo la sentenza sulle firme false al Consiglio di Stato. Nove candidati nella short list

Nessuna decisione verrà presa, almeno ufficialmente, fino al 19 gennaio, data in cui è prevista la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso della Lega Nord nel procedimento per le firme false in Regione Piemonte. Ma intanto, se questa giunta resterà in piedi, pare ormai probabile che a guidare la macchina burocratica di piazza Castello (finché non si traslocherà nel grattacielo) sarà Paola Virano, cinquantenne in carriera, super direttore al Comune di Torino, dove gestisce il delicato settore dell’Urbanistica. Nipote di Mario Virano, uomo dell’alta velocità, a lungo commissario di Palazzo Chigi. Per la Virano si tratterebbe di un ritorno in Regione dov’è stata funzionario nel settore Vigilanza Urbanistica dal 1991 al 1998, prima di trasferirsi a Palazzo di Città, dove ha scalato le gerarchie fino a diventare il braccio operativo dell’assessore Stefano Lo Russo.

 

L’istituzione di questa figura è avvenuta all’indomani dell’insediamento di Sergio Chiamparino. Ha un ruolo di coordinamento per “l’attuazione del programma politico”, quindi una funzione di raccordo tra la giunta, in primis il suo presidente, e la macchina operativa amministrativa, “coordina le direzioni regionali per il perseguimento degli indirizzi e degli obiettivi stabiliti dagli organi di direzione politico-amministrativa”. Il bando è stato sospeso alla fine dello scorso marzo, alla vigilia del giudizio del Tar sulle firme false e proprio per lo stesso motivo si attende ora il pronunciamento di Palazzo Spada.

 

La lista di coloro che hanno partecipato al bando comprende nove profili (l’ultima scrematura ha permesso di eliminarne uno privo dei requisiti) e tra questi ci sarebbero anche altri due compagni di Codir (la cabina di regia burocratica istituita a Palazzo Civico) della Virano. Molti degli aspiranti, con la riapertura del bando, hanno poi orientato le loro mire sulla direzione dell’Ires, dove si percepisce grosso modo lo stesso emolumento ma con molte meno grane. Intanto il sindacato mastica amaro: il numero uno degli autonomi del Csa, Luigi Serra, si dichiara “sconcertato” per il fatto che “non sono state valorizzate le professionalità interne alla macchina della Regione”.