Atm al capolinea: liquidazione
18:02 Lunedì 14 Marzo 2016 0Ultima corsa per l'azienda dei trasporti di Alessandria. Il presidente Quagliotti annuncia di aver fissato l'assemblea dei soci presso lo studio del notaio Morone di Torino. "Una scelta inevitabile, unica alternativa il fallimento". Debiti per quasi 9 milioni
Capolinea liquidazione, per l’Atm di Alessandria. Una direzione obbligata quella che sarà sancita giovedì dall’assemblea dei soci (Comuni di Alessandria col 94,4%, Torino con lo 4,52 e Valenza con lo 0,94%) convocata, non a caso, per le 18 nello studio del notaio Morone a Torino in maniera tale da non procrastinare ancora la decisione, formalizzandola subito in atto e tentare di salvare il salvabile. L’alternativa, come ha spiegato oggi davanti alla commissione consigliare di Palazzo Rosso il presidente del cda Giancarlo Quagliotti, è il fallimento. Altre strade per la disastrata azienda del trasporto pubblico locale al cui capezzale pochi mesi fa erano stati chiamati, oltre all’eminenza grigiastra di Piero Fassino anche il dirigente di Gtt Gabriele Bonfanti e la rappresentante dell’amministrazione valenzana Monia Barasso, non ce ne sono.
“È un’azienda che produce debiti” la lapidaria descrizione fatta da Quagliotti che giovedì agli azionisti porrà formalmente (dopo averlo già fatto, evidentemente, in maniera informale) le due proposte, sapendo già che sarà la liquidazione quella scelta. Il ragionamento è semplice: con il fallimento si portano i libri in tribunale e si affida tutto nelle mani di un giudice, con la liquidazione “si consentono alla politica scelte di indirizzo altrimenti impossibili”. Che saranno, certamente, pesanti e dolorose come del resto nessuno poteva escludere visto il cumulo milionario di perdite che oggi ammonta a quasi nove milioni, senza tenere conto di altri milioni che ballerebbero come debiti fiscali. Solo nella gestione dei parcheggi la partecipata deve mettere ogni anno un segno meno davanti a una cifra che si aggira attorno al milione di euro, poi ci sono i debiti con il Gruppo Amag e con altri fornitori.
Proprio dal comparto di parking arriverà il primo nodo esuberi: si parla di oltre 30 addetti di un settore che, come detto, produce perdite pure rilevanti, tanto da essere quasi certamente il primo a dover essere in qualche modo scorporato dalla partecipata, destinata a una terapia d’urto dall’esito nient’affatto certo. La
via della liquidazione era stata già indicata dal Cda presieduto da Quagliotti nei giorni scorsi, quando in una nota lo stesso sindaco di Alessandria Rita Rossa aveva affermato come “di concerto con gli altri soci, si intende procedere alla predisposizione e all’approvazione di un piano di razionalizzazione che entri finalmente nel merito sociale ed economico delle singole linee produttive e definisca in dettaglio un percorso per ciascuna tipologia di servizio erogato, recuperando l’efficienza economico patrimoniale perduta e garantendo quel miglioramento qualitativo delle prestazioni che è mancato proprio a causa degli squilibri aziendali divenuti strutturali”. La decisione di riunire l’assemblea nello studio notarile è solo la conferma della necessità di stringere il più possibile i tempi.


