Trasporti, ultima fermata piazza Castello
15:26 Mercoledì 03 Aprile 2013 2La Regione ribadisce che soldi non ce ne sono. Presto un tavolo ristretto per discutere del problema. I sindaci: "Utilizzare il fondo perequativo da 120 milioni". Saitta: "Siamo delusi. Non si può risanare la sanità coi fondi del tpl". Fassino: "Tagli insostenibili"
“Nessuna risposta da Roberto Cota”. Sui fondi al trasporto pubblico locale il governatore prende tempo e annuncia ai sindaci e ai presidenti di provincia giunti in piazza Castello per protestare contro i tagli varati dalla Regione l’istituzione di un tavolo ristretto per discutere nel merito dei problemi. Due i temi sul tavolo: il debito degli enti pubblici nei confronti delle aziende di trasporti che supera i 300 milioni e la sforbiciata al contributo per il sostegno del servizio che rischia di provocare un terremoto nel settore, fra licenziamenti e ridimensionamento netto delle corse.
Di fronte al governatore, il sindaco di Torino Piero Fassino, anche in veste di presidente dell’Anci Piemonte, i primi cittadini di Cuneo Federico Borgna, di Novara Andrea Ballarè e i presidenti di provincia tra i cui il presidente dell’Upi Antonio Saitta, che al termine del colloquio si dice «deluso» per le mancate risposte del governatore il quale si sarebbe prodigato in una lunga e dettagliata illustrazione di tutte le criticità di cui patisce l’ente da lui amministrato, a partire dalla sanità.
«La Regione Piemonte ora dovrà per forza di cose aprire un tavolo con gli enti locali e decidere un piano di rientro del debito proprio sul tema del trasporto pubblico locale, per non mandare in rovina tante piccole e medie aziende del settore: già negli ultimi due anni abbiamo operato molti tagli» afferma Saitta. Secondo i sindaci basterebbe che piazza Castello decidesse di utilizzare il fondo perequativo di 120 milioni per scongiurare tagli e crisi del settore, ma la decisione presa è di utilizzare quei quattrini per intervenire sul disavanzo della sanità pubblica, dal momento che secondo l'assessore al Bilancio Gilberto Pichetto Fratin non sarebbero vincolanti a qualche capitolo di spesa in particolare. Anche su questo Saitta la pensa diversamente: «Il Piemonte è l’unica regione che ha deciso tagli di questa dimensione. Non si possono far pagare agli utenti del trasporto locale le difficoltà della sanità».
Prima dell’incontro in Regione, di fronte ai 500 amministratori locali di ogni colore politico arrivati da tutto il Piemonte per protestare contro i tagli, Fassino ha parlato di sacrifici «insostenibili». «Se la Regione proseguirà in questa direzione - ha sottolineato - ci troveremo in una situazione analoga anche su welfare, servizi educativi, cultura, eccetera». Un taglio come quello prospettato «non è sostenibile - ha spiegato Fassino - perché significa mettere in ginocchio il trasporto pubblico e le imprese che ci lavorano, tagliando il servizio in un momento in cui sempre più cittadini usano i mezzi pubblici. Chiediamo quindi alla giunta regionale di rivedere la sua decisione». Il sistema rischia il collasso dopo che la Regione ha annunciato di non avere i fondi necessari per implementare i trasferimenti statali che ammonterebbero a 485 milioni, anziché 620 come era preventivato all’inizio. Con una sforbiciata che dal 15% salirebbe al 38%: troppo anche per chi ormai è abituato a tirare la cinghia contraendo i servizi e aumentando le tariffe per i biglietti.
Ai cronisti che gli hanno chiesto se la crisi del tpl non potesse essere superata attraverso il ripensamento del progetto Tav ha risposto: «La Tav e il tpl sono due cose totalmente diverse: le risorse previste per l’alta velocità non sono di immediata allocazione, quello per il tpl invece servono subito. Non ha senso ipotizzare un trasferimento di risorse». Così il sindaco di Torino, Piero Fassino replica a chi gli chiede se ci fosse la possibilità di usare parte dei soldi previsti per la Tav sul Tpl. «Non è mettendo in concorrenza gli investimenti - ha aggiunto Fassino - che si risolvono i problemi. Abbiamo bisogno di garantire un trasporto pubblico efficiente a migliaia di pendolari e abbiamo bisogno di fare al tempo stesso quegli investimenti nella mobilità di lungo percorso per il trasporto merci, come la Tav, che sono necessari per lo sviluppo del paese».



