DAI PALAZZI

Alta velocità, commissari in arrivo

Imminente la nomina dei rappresentanti di governo per la Torino-Lione e il Terzo Valico. Foietta designato alla successione di Virano, mentre l’ex dirigente regionale Manto è in pole per sovrintendere i lavori della linea ligure-piemontese

Disco verde per i nuovi commissari governativi di Tav e Terzo Valico. L’accelerata, dopo mesi di attesa, c’è stata e se è improbabile che le nomine usciranno già dal Consiglio dei ministri di oggi, l’investitura dei successori di Mario Virano e di Valter Lupi dovrebbe avvenire nella seduta di venerdì prossimo. I due dossier sono sulla scrivania del capo della segreteria di Matteo Renzi, Giovanni Palumbo. E non è un caso che sia l’ex capo di gabinetto del presidente ai tempi di Palazzo Vecchio ad occuparsi delle due pratiche da tempo sollecitate, ma rimaste (soprattutto quella del Terzo Valico) ferme per parecchio tempo quando alle Infrastrutture c’era Maurizio Lupi (ed Ettore Incalza). Un segno che molti leggono come l’attenzione di Renzi (che ne ha parlato la vigilia di Pasqua con il neo inquilino di Porta Pia Graziano Delrio) a queste due nomine e in un certo senso pure l’aver deciso di avocare a sé la soluzione in tempi rapidi di vicende che rischiavano, protraendosi ulteriormente, di mettere in difficoltà gli stessi amministratori locali, tutti o quasi del Pd.

 

Pronti, pure, i nomi delle new entry: al posto di Mario Virano, dimissionario dopo aver assunto la direzione generale dell’organismo promotore della Torino-Lione, il Telt (Tunnel Euroalpin Lyon Turin), carica incompatibile con quella di commissario governativo, è destinato ad arrivare l’architetto Paolo Foietta, dirigente dell’area Trasporti e Viabilità della Provincia di Torino e già vice dello stesso Virano nell’Osservatorio Tecnico Valsusa. Sul nome di Foietta, marito della senatrice dem Magda Zanoni e autore nel 2012, insieme all’attuale vicepresidente della Commissione Trasporti di Palazzo Madama, Stefano Esposito (Pd) del libro TavSì, pare si sia da tempo trovato un accordo e non ci siano ostacoli alla sua nomina. Una sorta di staffetta, la sua, con Virano. Sempre e comunque con la benedizione del centrosinistra.

 

Benedizione che non pare aver avuto lo stesso risultato nel facilitare il più tortuoso percorso necessario per giungere al nome del successore di Valter Lupi quale commissario governativo per il Terzo Valico. Come anticipato dallo Spiffero, il nome individuato era ed è stato fino a pochi giorni addietro quello dell’ex deputato dem Mario Lovelli. Già sindaco di Novi Ligure, dopo il secondo mandato parlamentare, Lovelli è di fatto senza incarichi e quello di commissario per il Terzo Valico a molti era parso attagliarsi alla perfezione, vista la conoscenza del territorio e la rete di contatti con gli amministratori locali dai quali recentemente era arrivato un fermo sollecito nei confronti dell’allora ministro Lupi per sciogliere la questione e procedere alla nomina. Ma, a sorpresa, sarebbe stato lo stesso ex parlamentare a sfilarsi. Secondo rumors romani, a far ingranare la retromarcia a Lovelli sarebbe stata la sensazione, o forse qualche cosa di più, di finire bersaglio di fuoco amico, di finire impallinato da alcuni dei sindaci della zona dove operano i cantieri e dove egli avrebbe dovuto svolgere, tra le altre, la funzione di ufficiale di collegamento tra gli amministratori locali, il governo e il general contractor Cociv. C’è chi parla di rapporti non idilliaci con il suo successore sulla poltrona di primo cittadino di Novi Ligure, Rocchino Muliere e di conseguenza con lo stesso viceministro all’Economia Enrico Morando che in Muliere ha uno dei suoi uomini più fidati e fedeli. Forse anche altri sindaci Pd della Valle Scrivia e di parte dell’Alessandrino saranno parsi a Lovelli non ben disposti come egli avrebbe immaginato di fronte al suo ventilato incarico, certo è che il suo nome dato per più che favorito è uscito dal dossier Terzo Valico. Una decisione non facile e che potrebbe trovare ragione in vecchie ruggini e in una certa difficoltà di rapporti dell’ex deputato con parte della nomenclatura dem alessandrina. Comunque sia e qualunque sarà l’eventuale motivazione ufficiale di questo diniego, la pratica Terzo Valico dove essere chiusa contestualmente a quella della Tav, questa l’indicazione di Palazzo Chigi, anche in risposta alle richieste di accelerare la nomina arrivata da più parti e sempre con maggiore forza nelle ultime settimane.

 

Per sbloccare la situazione è quindi sceso in campo Sergio Chiamparino che ha avuto uno scambio di opinioni con il terzetto senatoriale dem: Esposito, Daniele Borioli e Federico Fornaro. Un rapido conclave la cui fumata bianca sarà, come si diceva, con tutta probabilità al termine del Cdm di venerdì, ma il nome del nuovo commissario governativo pare ormai deciso: quello di Aldo Manto, ex direttore generale della Regione per il settore Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica. Da pochi mesi in pensione, Manto è un tecnico a tutto tondo, sia pure assai gradito al centrosinistra, ma con un curriculum specifico di tutto rispetto e una “navigazione” ai piani alti della Regione con amministrazioni di vari colori. La sua attività lo ha, inoltre, portato ad essere negli anni il punto di riferimento nel settore per gli amministratori locali con moltissimi dei quali può vantare solidi rapporti, così come una conoscenza sia della materia sia del territorio. Elemento quest’ultimo posto quasi come condizione irrinunciabile proprio dai sindaci dell’Alessandrino che mai avevano digerito l’arrivo, paracadutato, dell’ex commissario Valter Lupi. La scelta di Manto, ha spazzato via anche le residuali speranze di un altro papabile, insieme a Lovelli, ovvero Franco Stradella, considerato un buon conoscitore della materia e uomo di capacità anche da non pochi esponenti del Pd, ma troppo marchiato politicamente, anche se il suo impegno nel centrodestra negli ultimi tempi e dopo la fine della sua esperienza parlamentare si era praticamente ridotto a zero. Non va tralasciato il fatto che la scelta di Aldo Manto, uscito appena pochi mesi fa dagli uffici di Corso Stati Uniti, potrebbe garantire un trait d’union per nulla trascurabile con la giunta regionale e con Chiamparino in primis. Che dell’ex direttore, prossimo commissario è uno degli sponsor più convinti.