Terzo Valico, fronte unito con i No Tav
08:20 Sabato 23 Maggio 2015 0Manifestazione ad Alessandria del movimento che si oppone alla grande opera ferroviaria per chiedere alla sindaca Rossa di revocare l'autorizzazione all'uso delle cave. E la protesta si salda a quella della Valsusa. In arrivo il commissario governativo
Al motto “Alessandria non è una discarica”, questo pomeriggio, i No Tav-No Terzo Valico manifesteranno sotto il municipio di Alessandria e alle finestre dell’ufficio della sindaca Rita Rossa indirizzeranno altri slogan, probabilmente più coloriti, chiedendo di “fermare l’ennesimo scempio perpetrato dall’amministrazione comunale a guida partito democratico – perché, sostengono gli oppositori della grande opera ferroviaria - in ballo c’è la difesa della propria salute e quella dei propri figli dal rischio amianto e la volontà ferrea di difendere le falde acquifere che rischiano di essere compromesse”. Come annunciato nei giorni scorsi dal fronte della protesta “la richiesta rivolta a chi governa la città di Alessandria sarà quella di cancellare l’autorizzazione all’utilizzo delle cave e di tutelare così la salute della cittadinanza”.
È, infatti, quello dell’uso delle cave sul territorio comunale l’oggetto della contestazione che tuttavia, non nasconde il disegno più ampio di un’opposizione a tutto campo alla costruzione del Terzo Valico che sta ricalcando, per molti versi e in parte con gli stessi manifestanti, quella che si consuma da anni in Valsusa. E quello di assistere a degenerazioni che hanno costellato e costellano i luoghi della Tav è un rischio per nulla remoto per la provincia alessandrina. Ma c’è un altro spettro che aleggia, soprattutto, negli ambienti della politica, anch’esso già vissuto e patito in Valsusa: il verificarsi di una spaccatura nel fronte favorevole al Terzo Valico con, magari, qualche amministratore pubblico che, incalzato dall’escalation della protesta, ceda alle parole d’ordine lanciate dai contestatori e passi sul fronte opposto. Un’eventualità che potrebbe essere in qualche modo favorita dai ritardi che stanno segnando l’attesa di risposte dal governo alle richieste avanzate dai sindaci alessandrini. Dalla nomina del commissario governativo passando per alcuni aspetti logistici per arrivare alle ricadute economiche ed occupazionali sull’intera zona: sono temi da tempo messi sul tavolo dai sindaci e che da tempo aspettano risposte.
“È chiaro che non si possono aspettare altri due anni come accaduto in passato” ammette il senatore Daniele Borioli, Pd, membro della commissione Trasporti di Palazzo Madama. Ed è lo stesso parlamentare a confermare di aver ricevuto dal ministro Graziano Delrio l’assicurazione di un incontro a breve termine, presumibilmente ai primi di giugno, con i sindaci. Non si sa ancora se sarà il ministro a venire in Piemonte o i sindaci ad andare a Roma, ma è solo un dettaglio. La sostanza è “la volontà del ministro di procedere in tempi brevi ad affrontare i punti del dossier Terzo Valico” aggiunge Borioli, il quale anche sulla nomina del commissario preme sull’acceleratore: “La Regione indichi se ha delle preferenze, com’è nel suo ruolo e il ministro provveda alla nomina. Sui nomi che sia qualcuno di quelli fatti in passato o siano nuovi, l’importante è che chi si scelga una figura che abbia competenze e che soprattutto svolga il suo ruolo di raccordo tra istituzioni e altro soggetti stando sul territorio”.
Palese il riferimento di Borioli alla non felice esperienza di Valter Lupi, l’ex commissario, paracadutato da Roma e poco presente in Piemonte. Per la sua successione si sono accavallati e bruciati un po’ di nomi: dall’ex sindaco e ex deputato dem Mario Lovelli (ha rinunciato dopo aver registrato il possibile ostracismo anche nella sua parte politica) all’ex direttore generale della Regione Aldo Manto (oggetto di veti da una parte del Pd torinese). Oggi più di un rumors indica nell’attuale provveditore alle opere pubbliche di Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta, Roberto Ferrazza, la persona che avrebbe il via libera da Sergio Chiamparino e sarebbe gradita pure al ministero. Più in fretta avverrà la nomina, meno problemi dovrebbero rimanere sulle spalle dei sindaci dei comuni interessati alla grande opera ferroviaria, ad oggi orfani di quell’ufficiale di collegamento con il governo, ma anche con il general contractor Cociv, con tutte le conseguenze anche per i cantieri attuali e quelli futuri.
“Il terzo valico deve esser anche un’opera che apporti lavoro e risorse per il tessuto imprenditoriale locale” aggiunge Borioli che ricorda pure l’ordine del giorno ancora fermo per l’impiego di fondi per finanziare il ripristino di opere pubbliche nell’area del Terzo Valico danneggiate dall'alluvione. I temi sul campo sono molti e non di facile soluzione, ma a questi se ne aggiunge uno più spiccatamente politico: a porlo sotto i riflettori nelle settimane scorse era stato un altro esponente del Pd, il consigliere regionale Domenico Ravetti: “Le battaglie contro le grandi opere dalla Valsusa si spostano in massa nelle valli alessandrine?” si chiedeva Ravetti che spiegava come la sua domanda portava con sé una sorta di allarme, ovvero “che la politica, dai partiti agli enti locali, venga nei fatti superata e sostituita dai comitati contrari al Terzo Valico nell’indispensabile ruolo di informazione e rapporto con i cittadini”.
Una sorta di autodafé dell’esponente dem che chiamava e ancora chiama in causa, in primis lo stesso partito e non da meno tutti quegli amministratori interessati dalla grande infrastruttura, per la stragrande maggioranza dei casi appartenenti allo stesso centrosinistra. La manifestazione di oggi ad Alessandria, sembra dargli ragione. Rita Rossa respinge al mittente le richieste dei contestatori di tornare sui suoi passi revocando l’autorizzazione all’uso delle cave per i materiali di scavo. “Non posso né autorizzare né revocare. L’autorizzazione è frutto del lavoro di una conferenza dei servizi composta da vari enti, nel
corso del quale il Comune di Alessandria ha posto dei paletti molto rigidi sui controlli, tanto da prevedere anche la geolocalizzazione dei camion per controllare il tragitto. Come presidente della Provincia – aggiunge Rossa – sono disponibile anche a fornire personale all’Arpa per rafforzare il sistema di monitoraggio”.
Ai contestatori la sindaca-presidente lancia un messaggio al dialogo: “possiamo anche fare un comitato cui partecipino i cittadini e che valuti i dati dei monitoraggi. Quel che non posso accettare è la strumentalizzazione e lo stravolgimento dei fatti, fino ad ingenerare paura e forse panico tra la popolazione, parlando di amianto, di veleni e di discariche incontrollate. Perché non è vero”. Vera, probabilmente, è quella previsione di poter assistere lungo il percorso del Terzo Valico a una storia già vista in Valsusa. E, forse, non eccessivi gli allarmi lanciati da tempo per evitare che si scrivano pagine buie e violente come nel caso della Tav.



