PARTECIPATE
Fassiniani, assalto in torpedone
Stefano Rizzi 21:00 Martedì 24 Novembre 2015 1Quagliotti, gran visir del sindaco di Torino, nominato presidente della disastrata Atm, la società pubblica alessandrina del trasporto locale. Un commissariamento da parte di Torino in attesa di un'eventuale acquisizione di Gtt?
E Giancarlo Quagliotti sale sull’autobus. Se poi è un po’ ammaccato e rischia di rimanere in panne da un momento all’altro che sarà mai? Una presidenza resta sempre una presidenza. L’eminenza grigiastra di Piero Fassino, costretta a uscire al casello della Sitaf poiché non gradita ai nuovi vertici del Gruppo Gavio, ha accettato volentieri – per spirito di servizio, ça va sans dire – di mettersi al volante dell’Atm di Alessandria, la partecipata del Comune sull’orlo del baratro. Insieme a lui, nel cda, un altro torinese: Gabriele Bonfanti, responsabile del servizio legale di Gtt. A completare la terna l'ingegnere Monia Barrasso di Valenza.
Quagliotti e i suoi colleghi del cda non potranno contare su molto tempo a disposizione per trovare la direzione giusta per salvare la partecipata. I loro predecessori prima di rassegnare le dimissioni, non certo osteggiate dall’azionista di maggioranza, ovvero Palazzo Rosso, avevano predisposto un piano industriale lacrime e sangue, ma ritenuto l’unica soluzione per la sopravvivenza (leggi qui). E dal Comune di Alessandria arriva il viatico dell’assessore alle partecipate Giorgio Abonante: “Mi auguro che con il nuovo organo di gestione si possano risolvere definitivamente i problemi accumulati in tanti anni di scelte sbagliate, aggravate dai continui tagli ai trasferimenti subiti dall’azienda. Le decisioni che verranno prese dai Consigli comunali di Alessandria, Valenza e Torino dovranno tendere alla nascita di un soggetto societario rinnovato e sano. Vorrei, vorremmo, che il problema si risolvesse una volta per tutte. Sul “come” vedremo nelle prossime settimane” dice Abonante che annuncia pure il proposito del Comune di fare il possibile per riconoscere ad Atm la liquidità necessaria a garantire una transizione senza troppi problemi nell’erogazione dei servizi offerti ai cittadini”. Ma quale la via che imboccherà Quagliotti? La liquidazione con la probabile creazione di una bad compagny e la nascita di una nuova Atm, oppure la ricera di un concordato e contestualmente quella di un partner industriale? In questo caso la presenza in cda di Gabriele Bonfanti potrebbe riaprire lo spiraglio per un ingresso salvifico di Gtt di cui si era parlato ai tempi della poi abortita società regionale del trasporto pubblico locale. E’ solo un’ipotesi. Per ora di certo c’è la calata dei torinesi in riva al Tanaro.

Il nuovo board della partecipata del trasporto pubblico mandrogno non conta neppure un alessandrino, ma ben due torinesi e tanto basta per dar fiato alla grancassa che già parla di un commissariamento o, anzi, di una gita premio per gli uomini di Fassino. Che, dopo aver inviato poco più di un anno fa un suo fedelissimo come Stefano De Capitani a presiedere la multiutility alessandrina Amag, adesso vede uno degli uomini a lui da sempre più vicini fare il bis sul fronte del trasporto pubblico locale. Una scelta, quella di Quagliotti (e di Bonfanti) che non può che riconfermare plasticamente lo strettissimo rapporto tra il sindaco di Alessandria Rita Rossa (socio di Atm con la quasi totalità delle quote) e Filura. Ma anche una scelta che, come osserva un esponente di primo piano del Pd alessandrino, non è frutto di discussione né di proposte del partito cittadino. Non ancora messo in moto lo sbuffante autobus che potrebbe imboccar presto la via della liquidazione o del concordato per uscire da una strada lastricata di buchi (di bilancio), Quagliotti deve fare già attenzione a che qualcuno non gli buchi le gomme.


