FOCOLARE DOMESTICO

Tra i “fratelli” crescono i figlioli prodighi

Problemi di famiglia nella neonata formazione di centrodestra. Dietro un Crosetto amletico e indeciso sul da farsi gli ex forzisti frenano sulla costituzione del gruppo autonomo a Palazzo Lascaris. Cota insiste nel corteggiare l'ex sottosegretario

Nell’attesa di incassare i 100mila euro di liquidazione che gli spettano dopo 12 anni di onorata carriera parlamentare, Guido Crosetto sta ragionando sul suo futuro politico. Nella riunione odierna dei vertici dei “Fratelli d’Italia”, la formazione di cui è stato fondatore con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, ha assunto “pro tempore” la carica di coordinatore nazionale. Un incarico che, al netto delle dichiarazioni di prammatica, è puramente onorifica, poco più di un contentino per la mancata elezione, in un partitino che manda a Montecitorio solo 9 deputati, di cui 8 ex aennini. Chi gli ha parlato nelle ultime l’ha trovato ancora più indeciso del solito sul da farsi: accettare la profferta di Roberto Cota, forzando le resistenze del Pdl e di una parte degli stessi fratelli piemontesi (leggi Agostino Ghiglia), e sedersi nella giunta del Piemonte magari costruendo le basi per la successione al governatore leghista, oppure buttarsi nella costruzione del nuovo soggetto consapevole di essere, pure lì, in minoranza? Incertezze che si riverberano anche negli assetti locali: il suo storico braccio destro, Angiolino Mastrullo, ha infatti tirato il freno sulla costituzione del gruppo a Palazzo Lascaris, al punto che l’annuncio previsto per l’ora di pranzo di domani potrebbe slittare alla prossima settimana. Salvo non imprevedibili rotture. Secondo indiscrezioni raccolte nel pomeriggio in via san Francesco d’Assisi, quartier generale del Pdl uno e bino, anche il presidente del Consiglio Valerio Cattaneo e il suo vice Fabrizio Comba preferirebbero prendere tempo e procrastinare di una decina di giorni la decisione. In caso di forzature della componente ex aennina avrebbero espresso l’intenzione di iscriversi al Misto, passaggio obbligato per lasciar decantare la situazione e, chissà, innestare la retromarcia verso la casa madre. E che dietro vi sia la manina del neo coordinatore regionale Enrico Costa è testimoniato dal fatto che i “ripensanti” puntano a un rinvio di sette-otto giorni, guarda caso giusto il tempo per attendere il suo rientro dalla breve vacanza a Sharm el-Sheikh.

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