SCENARI

Regione al voto con le Europee?

Dopo la condanna definitiva di Giovine torna con insistenza l’ipotesi di elezioni anticipate. I Radicali scorgono una finestra nella primavera del prossimo anno. Ma è assai probabile che tutto slitti a ottobre 2014, magari con Cota europarlamentare

Il Piemonte potrebbe tornare al voto già nella primavera del prossimo anno, in concomitanza con le elezioni Europee. Anzi, per i Radicali, non si dovrebbe indugiare oltre, dopo che la condanna definitiva di Michele Giovine ha accertato la falsità delle firme e dunque l’irregolarità della lista “Pensionati per Cota”. Difficile che ciò possa accadere: non solo per la comprensibile resistenza di governatore e centrodestra, che ostinatamente sostengono la non automatica ripercussione della sentenza sull’esito elettorale, ma soprattutto per i tempi previsti dall’iter amministrativo in corso. Per quanto rapido sarà il lavoro del Tar resta pur sempre la possibilità di un ultimo ricorso al Consiglio di Stato a mettere al riparo ancora per un po' Roberto Cota e la sua maggioranza da soluzioni avverse.

 

Ma è proprio sulle intenzioni del governatore che si sta concentrando l’attenzione di avversari e alleati. Molti sono pronti a scommettere sulla sua candidatura per uno scranno a Bruxelles, nonostante le sue smentite pubbliche (o, paradossalmente, in virtù proprio di queste) e degli accordi siglati con Roberto Calderoli per sostenere l’attuale presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia. L’evoluzione degli equilibri interni alla Lega Nord e la progressiva erosione del suo peso specifico negli assetti del Carroccio potrebbero alla fine consigliargli il paracadute europeo, confidando sul fatto che l’incompatibilità scatterebbe a urne chiuse e solo qualora eletto dovrebbe poi optare per una delle due cariche. Una prospettiva che potrebbe farsi ancor più concreta se l’inchiesta sulle “spese pazze” in Regione dovesse prendere una brutta piega.